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Comunicato stampa Opzione Zero 28 febbraio 2013

Arresto di Baita: ora si blocchi subito Veneto City

L’arresto di Piergiorgio Baita e di Claudia Minutillo non è una sorpresa per i comitati come Opzione Zero che da anni denunciano il malaffare celato dietro alle grandi opere e ai grandi progetti che stanno distruggendo il Veneto. Ed è certo motivo di soddisfazione la consapevolezza di aver contribuito, con ostinate battaglie, a far emergere la vera natura del sistema politico-affaristico che spadroneggia in Veneto da 20 anni, a colpi di project financing e accordi di programma.

D’altra parte, la vicenda dell’arresto di Piergiorgio Baita, amministratore delegato della Mantovani SpA, potrebbe avere ricadute importantissime sulle grandi opere che interessano la Riviera del Brenta. Il nome di Baita compare infatti nei consigli di amministrazione della GRAP SpA, la società promotrice del grande raccordo anulare di Padova e della Camionabile, nonché nel consiglio di amministrazione di Veneto City.

Ed è proprio sulla questione Veneto City che Opzione Zero intende tornare alla carica, perché dopo l’approvazione dell’accordo di programma avvenuta a fine 2011 da parte delle amministrazioni di Dolo e Pianiga e da parte del Presidente Zaia, ora si attendono i primi piani attuativi.

Per Opzione Zero il fatto che uno dei soci di maggioranza di Veneto City SpA sia ora pesantemente sotto inchiesta getta un’ulteriore ombra sinistra sulla grande operazione immobiliare promossa dall’Ing. Endrizzi.

Per Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato, i Sindaci Maddalena Gottardo e Massimo Calzavara hanno il dovere morale di bloccare l’iter del progetto Veneto City, almeno fino a quando l’inchiesta in corso non avrà fatto piena luce su un sistema affaristico che rischia di travolgere l’intera regione Veneto. Se i due primi cittadini dovessero nascondere un’altra volta la testa sotto la sabbia la loro responsabilità politica nell’affare Veneto City non avrebbe più alcuna attenuante.

 

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