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Gazzettino – Torre di Marghera, Cardin non molla

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

mar

2013

IL PALAIS LUMIERE

L’ITER – La risposta del Comune ai 9 quesiti ambientali riavvierà le operazioni

I COSTI – Due miliardi e 174 milioni, di cui 800 garantiti dagli istituti di credito

IL FRONTE DEL NO   «I contrari hanno cercato il pelo nell’uovo solo per farci perdere tempo»

SEGNALI DI PACE    «Con Ca’ Farsetti ci sono state incomprensioni legate a motivi di ordine pratico»

L’ANNUNCIO – Da luglio, con la certezza che il progetto non resterà sulla carta, via ai contratti con banche e ditte

Il nipote dello stilista rilancia: «Entro marzo procederemo col preliminare di acquisto dei terreni»

«L’iter per la realizzazione di Palais Lumière? Dovrebbe riprendere a giorni, con le risposte del Comune alle 9 osservazioni sul progetto e le procedure. E sempre entro il mese, in assenza di altri intoppi, procederemo con il preliminare per l’acquisto dei terreni. Seguito, tra marzo e luglio, dall’accordo di programma, dal pronunciamento definitivo del Consiglio comunale e da quanto compete alla Regione».

A dirlo ieri è stato Rodrigo Basilicati, nipote ed erede stilistico di Pierre Cardin e responsabile del progetto. Durante un incontro alla Fenice, per l’illustrazione dell’accordo raggiunto con il Consorzio Promovetro per portare il vetro artistico di Murano all’interno della torre più alta d’Italia.

«Ci aspettiamo moltissime critiche, consapevoli che i contrari a quest’opera hanno cercato il pelo nell’uovo, nel tentativo di farci perdere tempo – ha detto Basilicati – Come con l’Enac, che in genere risponde dopo una decina di giorni, e invece ha controllato e ricontrollato le nostre carte per 3 mesi. Tuttavia, siamo intenzionati ad andare avanti. Perché giunti a questo punto, gli ostacoli potrebbero essere solo di tipo burocratico».

L’ingegnere ha definito «buoni» – senza aggiungere altro – i rapporti con il sindaco Giorgio Orsoni. E in relazione alle reciproche dichiarazioni al vetriolo rilasciate a fine anno, per il mancato anticipo sull’acquisto dei terreni, ha precisato che

«in questa operazione è coinvolto tutto l’impero di Cardin, e 40 milioni di euro non sono svincolabili dall’oggi al domani. Ci è dispiaciuto non poter correre in aiuto all’Amministrazione comunale in un momento di difficoltà. Ma tengo a precisare che all’origine di queste incomprensioni c’erano solo ragioni di ordine pratico. E che la realizzazione di Palais Lumière non può essere legata alle esigenze di bilancio di un ente locale».

Poi, i costi, quantificati in 2 miliardi 174 milioni di euro, di cui 800 garantiti dalle banche. 130 milioni il valore complessivo dei terreni («che in assenza della torre, valgono poco o nulla», ha precisato il nipote di Cardin). E le bonifiche, che richiederanno 44 milioni.

«Da luglio, con la certezza che il progetto non resterà sulla carta, la stipulazione dei contratti con le banche e le ditte – ha aggiunto Basilicati – E a fine anno, l’avvio dei lavori. Con la torre come involucro pronta nel 2015, ci auguriamo in coincidenza con l’Expo, e definitivamente conclusa nel 2016».

Respinta dal responsabile dell’opera anche l’accusa di avere presentato un progetto privo di documentazione:

«Sciocchezze, sono stati depositati 2.500 documenti e 800 disegni». E bacchettate contro chi «a Marghera ancora preferisce la fabbriche a qualcosa di diverso. O manifesta timori sullo skyline che non hanno ragione di essere, dal momento che la torre dista 9 km da piazza San Marco e non sarà visibile da gran parte del centro storico. E, in quanto collocata più indietro rispetto alla zona industriale, risulterà alta quanto le ciminiere. O ancora, confonde il vincolo ambientale e idraulico con quello paesaggistico. E sollecita un intervento della Soprintendenza che noi avevamo interpellato due anni fa, ottenendo come risposta che l’edificio non era di sua competenza».

Infine, una battuta sugli «intenti speculativi» dell’operazione:

«Giunto alla sua veneranda età, Pierre Cardin non ha alcun bisogno di fare altri soldi – ha tagliato corto Basilicati – Ogni metro quadro sarà venduto a 15mila euro. Rientreremo nei costi, se va bene».

 

ACCORDO TRA MAISON E PROMOVETRO – E per gli interni del palazzo a Marghera solo vetri e decorazioni made in Murano

(V.M.C.) Una boccata di ossigeno da 20-25 milioni di euro. Questa la stima della commessa alle fornaci muranesi per gli interni di Palais Lumière. Frutto dell’accordo sottoscritto ieri tra il progettista della torre, Rodrigo Basilicati e il Consorzio Promovetro, rappresentato dal presidente Luciano Gambaro e dal coordinatore Sergio Malara.
«Un’iniezione di fiducia per un settore in sofferenza, che lamenta molte chiusure e risulta particolarmente colpito dalla parcellizzazione e dalla concorrenza sleale di chi vende per muranese vetro prodotto altrove», ha detto Gambaro. Che ha precisato come l’intesa con Cardin rappresenti «non solo più lavoro per le aziende e gli operai dell’isola e speranza per le loro famiglie, ma un incentivo alla creatività, grazie alle mostre e alle altre iniziative ospitate dall’Università del design, che troverà posto nel complesso».
L’accordo prevede che tutti gli appartamenti e spazi comuni di Palais Lumière (250 metri d’altezza e 65 piani abitabili, per una superficie complessiva di 200mila mq) siano illuminati, abbelliti e decorati preferibilmente con vetro di Murano. Non solo lampadari, appliques e piantane, ma anche vasi, oggetti e sculture, nell’ambito di allestimenti e una decorazione d’interni per i quali i realizzatori dell’opera e i privati spenderanno circa 1 miliardo di euro (su oltre 2,7 totali).
Per Basilicati, «una decisione che sposa la qualità, la tradizione e il design con il sostegno del territorio. Come cercheremo di fare anche con Fincantieri, per alcune parti della torre. E anche una scelta pratica, perché la poca distanza contribuirà all’abbattimento dei costi. Per altri materiali, interesseremo tutto il Veneto. E per altri ancora, arriveremo fino alla Svizzera e a Helsinki».

 

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