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Rodrigo Basilicati firma un’intesa con il Consorzio Promovetro per la produzione di 12 mila punti luce per il grattacielo: un business di circa 25 milioni di euro

Il Palais Lumière di Pierre Cardin scintillerà con i vetri artistici di Murano e i vetri artistici di Murano tireranno un sospiro di sollievo grazie al Palais Lumière di monsieur. L’accordo, firmato ieri alle Sale Apollinee della Fenice sotto gli immensi lampadari in cristallo di Boemia, prevede che le luci, gli specchi, le piantane, i vasi delle tre torri di Marghera abbiano il marchio doc dell’isola la quale, a sua volta, godrebbe di una promozione planetaria oltre a beneficiare di una commessa stimata sui 20-25 milioni di euro grazie alla produzione di 12 mila punti luce.

La notizia, che per Murano rappresenterebbe un’occasione formidabile di riscossa, ne sottende un’altra e cioè che il progetto sta andando avanti nonostante i mille intoppi, le battaglie degli ambientalisti e le difficoltà mostruose di realizzare un’opera da un miliardo e mezzo di euro su una superficie complessiva di oltre 200 mila metri quadrati.

Ad annunciarlo, il nipote di Cardin, Rodrigo Basilicati, che ha firmato il progetto e che ora guarda ai prossimi mesi di scadenze cruciali come al periodo risolutivo perché i lavori devono per forza di cose partire entro fine anno in modo da poter presentare la mondo almeno l’involucro esterno della città verticale per l’Expo del 2015.

Dopo un breve periodo gelidino con il sindaco Giorgio Orsoni per via dei 40 milioni che Ca’ Farsetti pensava di poter mettere a bilancio e che non sono mai arrivati («è difficile per chiunque tirar fuori una cifra del genere in pochi giorni» ha spiegato ieri Basilicati), i rapporti si sarebbero fatti più distesi. «Sussistono ostacoli solo burocratici – ha aggiunto – ma entro luglio contiamo di averli superati. Da luglio a fine anno, infatti, dobbiamo chiudere tutti i contratti e a fine anno dovrebbero partire i lavori delle bonifiche e delle infrastrutture».

Da qui a luglio, comunque, non sarà una passeggiata. Uno degli appuntamenti più delicati sarà quello con le banche previsto entro fine mese al quale Basilicati conta di arrivare con le bozze definitive del decreto. Non sarà un miliardo e mezzo ma, come ha annunciato ieri, circa 800 milioni visto che nel frattempo il Gruppo Cardin produce e macina utili.

Nel frattempo sono state presentate le osservazioni in Comune con le quali le associazioni ambientaliste hanno contestato l’illegittimità dell’iter del progetto e chiesto che fossero accolte annunciando un possibile ricorso al Tar. Entro giugno Cardin dovrebbe inoltre chiudere sui terreni (130 milioni di euro) e iniziare successivamente la stipula di un numero impressionante di contratti.

Il Consorzio Promovetro, nel frattempo, è riuscito a chiudere per primo. «Murano deve risorgere e tornare a ripristinare la sua vocazione millenaria – ha spiegato ancora Basilicati – la chiusura di molte vetrerie è la perdita di un patrimonio per la cultura del mondo intero. Bisogna che le vetrerie riaprano una ad una prima del passaggio di una generazione, altrimenti quei maestri vetrai ora in pensione forzata non potranno più trasmettere il loro mestiere».

Comprensibilmente soddisfatto il presidente del Consorzio Promovetro, Luciano Gambaro: «Affiancare il Marchio Vetro Artistico® Murano al nome di Pierre Cardin è davvero un grande onore per noi. Credo che questo tipo di operazione ci permetterà di garantireanche un palcoscenico internazionale che spinga e divulghi sempre di più il Marchio dell’isola senza il quale il nostro vetro e la nostra arte non riescono a combattere e vincere il cancro della contraffazione e del falso Made in Murano».

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