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presentato il ricorso al tar

TESSERA. L’aveva annunciato, l’ha fatto: il Comune – su proposta del sindaco Giorgio Orsoni – sta notificando alle parti il ricorso con il quale chiede ai giudici del Tribunale amministrativo regionale di annullare l’accordo di programma tra Enac e Save, che autorizza la società ad aumentare le tasse aeroportuali in cambio di una serie di interventi nell’ambito dell’aeroporto Marco Polo. «Interventi», si legge nella delibera di ricorso, «fortemente lesivi delle scelte pianificatorie operate dalla amministrazione comunale nell’ambito delle proprie competenze in materia di disciplina e sviluppo del territorio». Ed enumera: «Il contratto prevede in particolare la realizzazione, all’interno del sedime aeroportuale, della stazione sotterranea dell’Alta velocità, che dovrebbe collegate la stazione di Mestre all’aeroporto di Tessera, mediante un tunnel sotto la gronda lagunare. Un intervento del tutto difforme da quanto previsto dal Pat, che l’ha espressamente escluso, favorendo il vaglio di ipotesi alternative che conducano alla valorizzazione e potenziamento dei tracciati ferroviari esistenti», tanto più che il tunnel «impedirebbe lo sviluppo di tutte le aree attraversate e in particolare la zona di via Torino, di Campalto e Tessera, secondo le concrete previsioni del Pat». E, ancora, «il contratto di programma prevede l’acquisizione dell’area ex Aeroterminal, per destinarla a un nuovo terminal acqueo, hotel e centro congressi», secondo i progetti Save. Ma quest’intervento «risulta in contrasto con le indicazioni del Pat per un’area considerata strategica per la realizzazione del sistema di terminal di interscambio terra-acqua, per la riorganizzazione dei flussi turistici dalla terraferma alla città storica». Infine, il contratto di programma Enac-Save prevede la realizzazione dalla fermata di metropolitana sublagunare, non prevista in alcun modo dal Pat. Conclusione: «Le previsioni del contratto di programma incidono sulle scelte pianificatorie operate dal Comune nell’ambito delle proprie competenze, attribuite dal decreto legge 267/2000», «in aperta violazione delle norme sul giusto procedimento e la trasparenza dell’azione amministrativa, che impongono il coinvolgimento dei soggetti direttamente coinvolti».

Roberta De Rossi

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