Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – “Le municipalizzate, un pantano”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

mar

2013

VENETO – La denuncia del presidente della Corte dei Conti all’inaugurazione dell’anno giudiziario

«Le società possono rappresentare uno strumento per dinamiche clientelari e moltiplicazione di incarichi»

«A vent’anni dalla stagione di mani pulite, la corruzione continua a pesare sull’Italia come un insopportabile ed umiliante fardello». Diagnosi amara, quella del presidente della Corte dei conti del Veneto, Angelo Buscema, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ieri, a Venezia. Appuntamento tradizionale, affollato d’autorità, in cui i magistrati contabili si sono presentati per la prima volta riuniti: oltre a inquirenti e giudicanti, anche quelli della sezione controllo. E mai come quest’anno, forse, sono risuonati i richiami dei giudici a una cultura della legalità e a una riforma della pubblica amministrazione, come deterrente a fronte di un panorama segnato da corruzione, mala gestione della cosa pubblica, macroscopici casi di dipendenti infedeli, assenza di adeguati sistemi di controllo. Anche di qui il «disorientamento» dei cittadini, denunciato da Buscema, per cui l’«impegno straordinario richiesto alla Corte è connesso» proprio «all’esigenza di recupero della fiducia dei cittadini, di fronte ai recenti fenomeni di sperperi e di cattiva gestione delle pubbliche risorse, resi ancora più intollerabili dai sacrifici richiesti agli stessi ed alle incerte prospettive occupazionali per le giovani generazioni».
Tra le novità dell’ultimo anno, il presidente ha ricordato soprattutto un paio di sentenze che sanciscono la giurisdizione contabile anche sulle società pubbliche. Questione ancora aperta, su cui la Cassazione non ha un orientamento univoco, ma cruciale viste le progressive esternalizzazione e privatizzazione della pubblica amministrazione nell’ultimo decennio. Buscema, pur precisando di non voler generalizzare, ha sottolineato come queste società pubbliche, ma che rispondono al diritto privato, possano rappresentare un

«facile strumento per dinamiche clientelari, elusive dei vincoli di spesa e delle regole di gestione, particolarmente utili per assunzioni senza concorso, per l’aggiramento dei vincoli di organico, per il superamento dei tetti di spesa, per la moltiplicazione di incarichi più o meno retribuiti, per la creazione di sistemi compartecipativi a scatole cinesi».

Provocatoria la domanda sull’utilità della Corte dei Conti, rilanciata dal procuratore regionale, Carmine Scarano: «É come chiedersi se polizia e carabinieri sono ancora utili, quando ogni giorno continuano ad essere commessi furti, rapine, omicidi?».
Tanti i riconoscimenti all’attività della Corte arrivati dalle autorità. «Un saldo punto di riferimento – l’ha definita l’assessore Roberto Ciambetti, in rappresentanza della Regione – in un momento di crisi, in cui i soldi vanno spesi non bene, ma meglio». Anche la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto, ha ringraziato i magistrati contabili per il «prezioso supporto». Mentre il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha addirittura lanciato l’idea di un’istanza di responsabilità alla Corte dei conti contro lo Stato, per la nota vicenda dei finanziamenti prima garantiti e poi bloccati alle amministrazioni locali: Venezia, ma non solo. «Esiste anche una responsabilità erariale dello Stato, quando mette in difficoltà gli enti locali – è sbottato il sindaco-avvocato – Non si possono cambiare le regole in corsa… Questo significa violare il principio di legalità».

Roberta Brunetti

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui