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La giunta provinciale ha approvato la proposta di parere favorevole con due osservazioni critiche

Dalla Vecchia: «Meglio usare oli esausti che palme della Malesia». L’MS5 chiede «più sostenibilità»

MARGHERA. La Giunta provinciale, su proposta dell’assessore Dalla Vecchia, ha approvato ieri una delibera in cui esprime un parere favorevole al progetto di avvio della produzione di biocarburante nella raffineria di petrolio dell’Eni con un nuovo ciclo produttivo “green” che produrrà 400 mila tonnellate all’anno di olio vegetale raffinato e di 873 mila tonnellate di nafta. Al parere favorevole sono però allegate delle osservazioni che si aggiungono alle perplessità e alle critiche al progetto già manifestate dal portavoce del Gruppo Energia del Movimento 5 Stelle veneziano. «Le modifiche che Eni intende introdurre nella sua raffineria sono senza dubbio migliorative per l’ambiente, «spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia, «ma se su scala locale si assiste ad un miglioramento degli impatti ambientali dovuti all’attivazione del ciclo Green, a scala globale gli effetti ambientali cambiano in senso peggiorativo. Infatti, come noto da letteratura l’utilizzo di olio di palma richiede di destinare vaste aree alla coltivazione della palma nana con la distruzione delle foreste secolari anche in Malesia ed Indonesia, maggiori produttori di palma nana, con la conseguente liberazione di CO2 e impoverimento del suolo ed inquinamento delle acque per l’utilizzo di fitosanitari». Nella delibera della Giunta provinciale, come spiega ancora Dalla Vecchia «risulta maggiormente sostenibile produzione di biocarburanti, ipotizzata da Eni ma solo in una fase successiva, con biomasse di seconda e terza generazione, come grassi animali, oli esausti, oli derivanti da alghe e scarti di varie tipologie, che non sono competizione con la filiera alimentare. Deve quindi essere approfondita questa seconda opzione in relazione alla reperibilità delle grandi quantità di oli vegetali esausti raccolti dal consorzio Conoe». Ora la delibera della Giunta provinciale passerà alla discussione in commissione e poi in consiglio provinciale che darà il suo parere definitivo sul progetto dell’ Eni, nell’ambito della prevista procedura nazionale di valutazione dell’impatto ambientale.

Dal canto suo Eni risponde che: «La tecnologia adottata è sufficientemente flessibile per lavorare, una volta disponibili, anche stock agricoli non-alimentari che in Italia non sono ancora sufficienti a soddisfare il fabbisogno. Per questo abbiamo avviato dal 2003 la ricerca sulle microalghe con un impianto dimostrativo presso la raffineria di Gela in Sicilia con l’obbietivo di un possibile impiego urbani e industriali».

Alle giustificazioni di Eni replica però l’MS5, che già ha presentato in proposito un’interrogazione in consiglio comunale.

«I criteri di sostenibilità che la Direttiva Europea indica per l’ammissibilità dei biocarburanti: l’utilizzo di materie prime vegetali prodotte in loco o importate, la tipologia delle aree designate, le misure di tutela della flora, della fauna, del suolo, delle risorse idriche e dell’aria, sino all’analisi dell’impatto della politica comunitaria in materia di biocarburanti sulla disponibilità di prodotti alimentari a prezzi accessibili, in particolare per le popolazioni dei paesi in via di sviluppo e al rispetto delle convenzioni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro». Per questi motivi l’MS5 veneziano chiede che «vengano forniti i dati mancanti e fatta luce sulle opacità che il progetto Green Refinery ancora presenta affinché si possano valutare la sua reale sostenibilità e convenienza».

Gianni Favarato

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