Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Moeche e tegnùe a rischio estinzione con la costruzione del terminal plurimodale offshore che dovrebbe essere costruito al largo di Malamocco. Anche la X commissione consigliare del Comune ha fatto proprie le preoccupazioni dei pescatori sulla sorte della pesca in laguna, iniziando ieri ad esaminare la relazione tecnica istruttoria sull’offshore preparata dalla Direzione Ambiente. Il timore degli operatori del settore, già espresso nei giorni scorsi a Caorle con una nota congiunta firmata da tutte le principali sigle del comparto veneto, è che la nuova piattaforma d’altura possa gravemente compromettere la risorsa ittica e di conseguenza l’attività di tutte la marinerie venete. L’area prescelta per la posa dei terminal per petroliere e portacontainer e del fascio tubiero che collegherà la piattaforma d’altura con la terraferma (Porto Marghera) interessa infatti una importante zona di raccolta sia per i vongolari che per i pescherecci a strascico o che fanno uso di attrezzi fissi. Il danno, insomma, potrebbe essere incalcolabile.

«Gli scavi e la costruzione delle cinque isole – ha affermato Renzo Scarpa del Gruppo misto – provocheranno disturbo all’area per decenni: vi sarà una migrazione ittica dalla laguna al mare e saranno messe a rischio le tegnùe. È necessaria una valutazione congiunta degli effetti perché la crisi del settore pesca non venga aggravata proprio da effetti congiunti e sovrapposti. L’area è poi unica per entità come zona di molechicultura in tutta la laguna: le moeche scompariranno come sono scomparse nella zona del canale dei Petroli».
«L’impatto di quest’opera – ha affermato l’assessore Gianfranco Bettin – si somma alla massima crisi del settore pesca. Vanno introdotti correttivi e compensazioni che possano rilanciare questa attività, dandole un futuro come realtà strategica per motivi culturali ed economici».
«È necessario un ripensamento dell’intero sistema di sviluppo – ha aggiunto Beppe Caccia, In Comune – perché si possa rilanciare la pesca ed evitare altresì problemi causati da mancanza di infrastrutture a Marghera».

Sebastiano Bonzio (Federazione della Sinistra) e Gianluigi Placella (M5S) hanno chiesto una verifica dell’affidamento a Thetis.

Daniela Ghio

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui