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Il direttore generale dell’Asl 13 in Consiglio a Camponogara. Gumirato: «Pochi fondi per gli investimenti e Noale chiuderà»

CAMPONOGARA. «L’ospedale di Noale sarà chiuso. Quello di Mirano sarà prettamente chirurgico mentre Dolo avrà un profilo prevalentemente internistico, medico e riabilitativo mantenendo comunque inalterati i posti letto per acuti, le attività di prevenzioni, il pronto soccorso e la diagnostica strumentale». È quanto ha dichiarato Gino Gumirato, direttore generale dell’Asl 13, mercoledì sera a Camponogara, nel consiglio comunale voluto dalle opposizioni (Civica Camponogara, Sel, Camponogara con Chirico).

La nuova riqualificazione porterebbe i reparti di Ortopedia e Chirurgia a Mirano mentre gli uffici medici di Mirano e Noale sarebbero trasferiti a Dolo senza la riduzione di nessun posto letto e di nessuna prestazione. Anzi, secondo Gumirato, due reparti in due città diverse possono dare meno prestazioni che un singolo reparto nello stesso luogo.

In questa ottica di razionalizzazione e risparmio, secondo Gumirato, si andranno ad aumentare le competenze e le specializzazioni dei singoli poli. Il futuro dell’ospedale di Dolo non avrebbe a che fare solo con il taglio lineare dei costi ma vuole «mettere i professionisti nella migliore delle condizioni possibili con risorse limitare a fare la migliore prestazione sanitaria possibile ai propri cittadini», come ha precisato lo stesso direttore generale.

Il reparto di Cardiochirurgia verrà radicato a Mirano ma i due medici che lo compongono interagiranno con gli ospedali di Padova, Treviso e Mestre per aumentare i livelli di professionalità e competenza. Dolo aumenterebbe i posti letto per acuti e le prestazioni in quanto Noale perderà ogni posto letto per acuti (oggi ne ha 74 di Lungodegenza con, al piano terra, le attività ambulatoriali e di Riabilitazione e Medicina dello sport), la dialisi rimarrebbe a Mirano e Dolo mentre l’Ostetricia-ginecologia di quest’ultimo plesso soffre di problemi strutturali e di sicurezza e il suo futuro rimane incerto. «È indubbio che con questa ipotesi di un ospedale a prevalenza chirurgico, da un lato, e medico dall’altro il ruolo di Noale come ospedale per acuti non esisterà più», ha specificato Gino Gumirato. «Non andremo a ridurre nessuna delle prestazioni anche perché come Asl abbiamo una quota capitaria pari a 1500 euro che risulta già essere la più bassa. Il vero problema riguarda gli investimenti per le ristrutturazioni, il parco tecnologico che risulta obsoleto e la rivisitazione di tutti gli uffici amministrativi di Mirano in quanto ci sono edifici isolati, da ristrutturare o in affitto come i locali del Mariutto e, inoltre, di tutta l’area esterna all’ospedale di Dolo. Allo stato attuale non ci sono i fondi per fare investimenti di questo tipo perché in mio possesso ci sono solo 2,5 milioni di euro per trasferire la dialisi da Noale a Mirano e due milioni per il rifacimento del Pronto soccorso di Dolo. Ci vorrebbero 22milioni ma anche se aumentasse la quota capitaria questa non servirebbe a nuovi investimenti in quanto serve alla gestione corrente cioè a garantire i livelli essenziali di assistenza. La vera necessità è di rinnovare il parco tecnologico solo in questo modo si garantirà un vero servizio di qualità».

Il neo direttore ha anche ricordato che il 12% dei cittadini dell’Asl 13 preferisce andare a curarsi in altri ospedali come Padova o Mestre: e questo non aiuta ad attrarre più fondi.

Davide Massaro

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le reazioni

«Bisogna garantire i servizi e l’ospedale di comunità»

CAMPONOGARA. Il documento congiunto firmato da maggioranza e minoranze (Sel, Civica Camponogara, Lega Nord, Camponogara con Chirico) per salvare l’ospedale di Dolo verrà proposto a tutti i Comuni della Riviera affinché le schede ospedaliere della Regione non declassino la struttura a ospedale territoriale con la conseguente assegnazione di ospedale di rete a Mirano.

Il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo lancia l’allarme al presidente Luca Zaia e all’assessore alla sanità Luca Coletto.

«Servono investimenti e fondi per l’Asl 13. La tranche da 22 milioni prevista per mettere a norma gli ospedali di Dolo e Mirano deve arrivare subito. Per Noale c’è l’ipotesi di ospedale di comunità. Tutto questo non può essere cancellato con un colpo di spugna. Il tema principale è quello della messa a norma. La specializzazione dei presidi deve essere formulata dalle schede ospedaliere e discussa e concertata con l’intero territorio».

«Non siamo affatto d’accordo con questo nuovo piano» spiega Aldo Tonolo del comitato Carlo Savioli

«Se dovessero togliere la Lungodegenza a Noale che funge da sfogo dei reparti di Mirano e Dolo tutto andrebbe in tilt. La dismissione con il trasferimento a Dolo deve essere graduale anche perchè quest’ultima struttura non è a norma e a Mirano non ci sarebbe posto. Questo direttore sta facendo affermazioni senza che le schede siano ancora state emesse dalla Regione e discusse in quinta commissione. Questi interventi pubblici avvalorano le indiscrezioni sulle schede ospedaliere che, se saranno confermate, ci trovano fermamente contrari e siamo pronti a dare battaglia».

Dello stesso parere il comitato Bruno Marcato di Dolo.

«L’ospedale di Dolo deve mantenere inalterati i servizi e devono esserci interventi di ristrutturazione soprattutto delle sale operatorie affinché rimanga un ospedale di serie A al servizio dei cittadini».

(d.mas.)

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