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MIRANO – I comitati “Opzione Zero” e “Rinascita Vetrego” bloccano la rotonda del casello

Pesanti rallentamenti al traffico per la protesta contro i piani tariffari di Cav

«Basta prenderci in giro». Lo slogan capeggia in bella vista sulle centinaia di volantini distribuiti ieri pomeriggio dai comitati «Opzione Zero» e «Rinascita Vetrego» a residenti ed automobilisti. Erano oltre centocinquanta i manifestanti che si sono riuniti alle 17.30 nella rotonda d’immissione al casello autostradale Mirano-Dolo per manifestare fino alle 19 passate. L’autorizzazione della Questura riguardava solo un corteo pedonale nella pista ciclabile attorno alla rotonda ma gli attivisti dei comitati sono riusciti ad ottenere la possibilità di manifestare per una ventina di minuti pure sulla carreggiata, provocando pesanti rallentamenti al traffico in un orario in cui quella zona è già quotidianamente congestionata. I comitati erano ben organizzati con giubbini catarifrangenti, altoparlanti e mascherine antismog, il corteo è stato pacifico anche se caratterizzato da qualche diverbio con le forze dell’ordine perché molti manifestanti speravano di poter bloccare completamente la strada. Il comitato vetreghese ha già fatto sapere che presidi analoghi sono previsti fino a venerdì, ieri alla manifestazione erano presenti il sindaco Pavanello e molti altri esponenti politici di Pd, Rifondazione e Udc. Alle radici della protesta c’è il piano tariffario che Cav intende applicare entro il prossimo giugno: la tratta Mirano-Padova passerebbe dagli attuali 80 cent a 2.70 euro mentre i pendolari pagherebbero 1.50 euro, comunque praticamente il doppio rispetto ad ora. I vetreghesi lamentano pure smog e traffico esasperante nella propria frazione.

«Questo doveva essere un casello provvisorio, Cav aveva promesso la riapertura della barriera di Dolo-Roncoduro che però non è mai avvenuta. I rincari comporteranno pure un aumento del traffico sulla viabilità locale»

sbottano i cittadini. «Mestre-Padova, un euro può bastare» recita invece uno dei tanti striscioni che capeggiano alla rotonda. Molti pendolari si trovano imbottigliati, ma leggono gli striscioni e fanno un segno di approvazione. Qualcuno suona il clacson per solidarietà. Alla fine il presidio si conclude con una tavolata di pane e soppressa: la rabbia sembra scemare, ma oggi si torna in strada.

 

SALE LA PROTESTA – Nuove petizioni e azioni legali da parte dei Comitati di cittadini

Ulteriori presidi, nuove petizioni, magari pure un’azione legale. La mobilitazione dei comitati è appena cominciata, da qui a maggio prenderanno piede molte altre iniziative di protesta. Questa settimana i residenti di Vetrego manifesteranno alla rotonda tutti i giorni fino a venerdì, mentre il comitato «Opzione Zero» scenderà nuovamente in strada proprio nell’ultimo giorno della protesta. Martedì prossimo, invece, alle ore 18.30 il centro civico di Scaltenigo ospiterà un’assemblea pubblica in cui i cittadini di Miranese e Riviera potranno contarsi, misurare il termometro del malumore e concordare nuove iniziative.

«Decideremo assieme mobilitazioni, class action e denunce»

si legge nel volantino distribuito ieri dagli attivisti di Opzione Zero. La battaglia contro l’aumento del pedaggio è partita ieri da Vetrego ma nelle prossime settimane dovrebbe sfociare a Mestre, davanti alle sedi di Cav e Regione, li dove vengono prese tutte le decisioni che contano. La volontà è quella di farsi sentire senza creare ulteriori disagi agli automobilisti, la settimana prossima se ne saprà di più. Intanto i comitati studiano la possibilità di intraprendere un’azione legale contro il salasso autostradale: l’idea sarebbe quella di coinvolgere pure alcune associazioni dei consumatori. Per l’applicazione delle tariffe Cav attende il via libera del Ministero, ma chi protesta non intende mollare la presa. (g.pip.)

 

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