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Gazzettino – Resta a Venezia inchiesta su Baita

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

mar

2013

LA DIFESA DI BAITA – Il giudice respinge la richiesta di trasferire l’inchiesta a Padova

Oggi si decidono gli interrogatori dei primi tre politici indagati

Resta a Venezia l’inchiesta sulle presunte false fatture milionarie contestate al presidente della mantovani spa, Piergiorgio Baita. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza rigettando l’istanza presentata dalla difesa che aveva chiesto di trasferire il fascicolo per competenza territoriale a Padova, dove si trovano gli uffici amministrativi della società di costruzioni. In un provvedimento di alcune pagine il Gip spiega che è stata la Procura di Venezia la prima ad avviare le indagini e molti degli episodi contestati dal sostituto procuratore Stefano Ancilotto sarebbero stati commessi in provincia di Venezia. La competenza, dunque, resta ai magistrati lagunari. Almeno per ora.
La stessa eccezione potrebbe essere ripresentata venerdì davanti al Tribunale del riesame dai difensori di Baita e di William Alfonso Colombelli, presidente di Bmc Broker, la società con sede a San Marino che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe “costruito” le false fatture, mascherate da consulenze, studi e progettazioni inesistenti, incassando ingenti somme di denaro, successivamente restituite in gran parte, in contanti, a Baita e all’amministratrice di Adria Infrastrutture, Claudia Minutillo. L’unica che finora ha parlato con il pm ed è finita ai domiciliari.

 

LAVORI PUBBLICI – Il sindaco risponderà in commissione sui rapporti finanziari con il gruppo padovano

«Mantovani, chiarezza sui soldi al Comune»

Boraso: «Verifichi se è possibile restituire i 12 milioni avuti in dicembre per sanare il bilancio»

I rapporti intrattenuti negli ultimi anni tra amministrazione comunale e gruppo Mantovani sono tanti e complessi, pertanto il sindaco Giorgio Orsoni relazionerà in commissione Bilancio tra una decina di giorni circa. Un’ora e mezza prima dell’inizio del consiglio comunale in aula consiliare c’erano solamente tre persone: il consigliere del M5S Gianluigi Placella, promotore di un’interrogazione e di un’interpellanza scritte nell’immediatezza degli arresti per presidente del gruppo Piergiorgio Baita. C’erano poi il consigliere di Impegno per Venezia e Mestre, Renato Boraso e il sindaco.
I documenti di Placella partono dal fatto che il gruppo Mantovani ha “salvato” il patto di stabilità del 2012 con 12 milioni (10 di anticipo per l’operazione mercato ortofrutticolo e due per la vendita del pacchetto azionario delle autostrade) e proseguono chiedendo nel dettaglio i rapporti tra il Comune e il gruppo Mantovani e, in generale, l’esistenza di vantaggi di qualsiasi natura concessi a società del gruppo.
«Non sono in condizioni in questo momento di rispondere compiutamente – ha detto – potrò dare risposte più precise in commissione».
Boraso ha colto al volo l’occasione: «Venga allora in commissione Bilancio, così spiegherà anche se sarà possibile in qualche modo restituire al gruppo Mantovani i 12 milioni ricevuti dal Comune a fine anno. Per motivi etici, il Comune dovrebbe rinunciare a questo “favore” dopo quello che è successo».
Boraso ha poi chiesto anche se è possibile verificare l’esistenza di fatture sospette nell’appalto da 100 milioni per i lavori del tram.
«Ho mandato tutti gli atti in Procura – ha risposto Orsoni – saranno loro a verificarlo».

 

TREVISO-MARE

Appello a Zaia: «Fermare tutto e fare chiarezza»

Lo scandalo dell’inchiesta della Procura sul Gruppo Mantovani getta lunghe ombre anche sulla futura autostrada del mare. I responsabili di due delle tre società che hanno presentato il project financing per la progettazione, la costruzione e la gestione della superstrada a pedaggio che dovrà collegare il nuovo casello autostradale di Meolo con Jesolo sono proprio Piergiorgio Baita del Consorzio «Vie del Mare» e Claudia Minutillo di «Adria Infrastrutture», che sono stati arrestati per presunta frode fiscale finalizzata alla costituzione di fondi neri.
Il comitato di cittadini «Sì Treviso-mare», che già nel 2010 si era opposto alla realizzazione dell’autostrada a pagamento ed aveva raccolto oltre 2300 firme, risolleva tutti i dubbi sul progetto. E il segretario del Pd Giampiero Piovesan, in una lettera aperta, chiede al governatore Zaia di inserire anche l’autostrada del mare tra i progetti che verranno esaminati dalla commissione d’inchiesta regionale, per verificarne la correttezza, la legalità e anche l’effettiva necessità.
Ad aprile 2012 il Cipe ha approvato il progetto preliminare ed ora la Regione sta predisponendo l’avviso per l’appalto dei lavori, che l’assessore Chisso ha assicurato verrà pubblicato entro quest’anno. «Le chiedo un atto di coraggio e di responsabilità – scrive il segretario del Pd meolese al governatore Zaia – Blocchi questo progetto fino a quando non sarà fatta piena luce sulla vicenda».

 

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