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Nuova Venezia – Primo corteo, ora monta la rabbia

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

mar

2013

A Vetrego tutti contro il “tornello” all’uscita dell’A57. Auto in coda ma ai residenti non basta più: «Blocchiamo tutto»

MIRANO  – Il sindaco Maria Rosa Pavanello con mezza giunta comunale guida la protesta No-Cav a Vetrego: dietro di lei oltre 150 manifestanti, aderenti a tre comitati (Rinascita Vetrego, Opzione Zero e Cat), ma anche liberi cittadini, nonni, mamme con bambini, qualche pendolare. Il blocco del traffico, vietato dalla questura, alla fine si materializza lo stesso nell’ora di punta, nonostante il corteo pacifico sfili silenzioso a bordo strada, girando due volte l’infame tornello. Il sottofondo è quello del rombo dei motori dei camion e delle auto in coda, che sovrasta perfino quello degli slogan che salgono dal corteo. I manifestanti sono costretti a soffocare la loro rabbia in gola, coprono la bocca con una mascherina e affidano la loro indignazione ai volantini distribuiti agli automobilisti in fila. Arrabbiati contro arrabbiati: finire una giornata di lavoro e trovarsi bloccati al rondò non facilita la solidarietà degli automobilisti verso i manifestanti e così qualcuno strombazza, manda a quel paese i vetreghesi e si becca gli insulti dei manifestanti. «Cosa suoni?», brontola una donna a un automobilista spazientito, «è anche colpa vostra se succede questo casino tutti i giorni». Il casino è in realtà solo accentuato, perché l’ingorgo a Vetrego c’è ogni sera. C’è anche chi riesce a farsene una ragione e, passando davanti ai manifestanti, mostra il pollice alto, come dire: «Avanti così». Basta un’ora ai vetreghesi (ma ci sono anche molti residenti di Mirano e Scaltenigo) per mostrare la loro rabbia contro Cav, Concessioni autostradali venete. Non per sfogarla tutta però: infatti si replica oggi, sempre alle 17.30, poi domani e così tutte le sere fino a venerdì. «L’agevolazione che Cav ha promesso non è sufficiente», spiega Pavanello, «la tariffa per i pendolari dev’essere più bassa dell’euro e mezzo ipotizzato e allo stesso tempo va risolto il problema del tornello. In questo pasticcio i miranesi non c’entrano: questo casello doveva essere provvisorio. Possono ancora prevedere l’arretramento della barriera a Roncoduro e risolvere tutti i problemi, ma non lo faranno, perché costa un po’ di più. Invece ora Cav ha bisogno di rimpinguare le proprie casse e l’unico modo per farlo è aumentare la tariffe, pur con agevolazioni per i residenti. Ricordo però che nel 2008 la società si era impegnata a verificare i flussi di traffico generati dall’opera in questo punto, per vedere se creavano problemi e non l’hanno mai fatto». «Basta prenderci in giro» recita il volantino del comitato Opzione Zero, che annuncia un incontro martedì 19, alle 18.30, al centro civico di Scaltenigo, per decidere come andare avanti nella battaglia, residenti e pendolari assieme. Si va dunque verso un’escalation della protesta, confermata anche dalla voce di qualche manifestante che riavvolge lo striscione deluso, dopo qualche battibecco con i carabinieri: «Così non va bene, al diavolo le autorizzazioni: dobbiamo bloccare tutto». Stasera si torna in strada: altro giro di rotonda, altre auto ferme in strada.

Filippo De Gaspari

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«C’è il coprifuoco in paese da quattro anni»

Gli abitanti stanchi di subire i disagi: la Cav sfrutta i pendolari, è il fallimento del project financing

MIRANO «Quattro anni che questa storia va avanti, quattro anni che ogni sei mesi ci propongono una soluzione. Stasera siamo qui perché non siamo fessi, ma stufi e stressati sì, tanto. Troppo». Paolo Fiume è uno dei promotori del nuovo comitato Rinascita Vetrego: «Tariffe a un euro per tutti, ma subito. Il tornello deve sparire ora, altrimenti la protesta si farà più dura ogni giorno che passa». «Mattina e sera non possiamo neanche uscire dal paese, perché c’è la fila di auto che ci blocca in casa», protesta Vladimiro Tiepolato, «la gente non sa che sono quattro anni che noi possiamo muoverci solo quando gli altri sono finalmente arrivati a lavoro e dunque le code finiscono. È giusto adeguare le nostre esigenze agli orari degli altri?». In corteo c’è anche Pietrangelo Pettenò, uno di quelli che ha portato la protesta in Regione: «Sono stati firmati accordi e con le prime difficoltà finanziarie di Cav aumentano le tariffe e si disattendono le firme messe nero su bianco».

Mattia Donadel, del comitato Opzione Zero, è tra quelli già scesi in strada a dicembre per dire che “Un euro può bastare”: «In un modo o nell’altro sono sempre i cittadini a pagare, mentre Cav fa utili e pratica sconti ridicoli», dice, «ci hanno raccontato per anni che il project financing era l’unica via, ora è dimostrato che i costi ricadono tutti sui cittadini. Ma soprattutto ci hanno raccontato che il Passante avrebbe risolto tanti problemi e invece oggi scopriamo che ne ha creati».

«Vetrego vuole riprendersi il suo diritto alla salute», dice Emanuele Congia, presidente del nuovo comitato di paese, «siamo gente stressata da code e smog, non vogliamo aspettare il 1 giugno: il tornello va tolto subito». Sfilano anche consiglieri e assessori, da Annamaria Tomaello a Giuseppe Salviato, da Giorgio Babato a Dora Bovo: la battaglia dei comitati si fa anche istituzionale. (f.d.g.)

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