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Secondo giorno di protesta a Vetrego anche per dire no a smog e code in paese

Interrogazione di Pettenò in Regione: si rispettino gli accordi. Oggi altra replica

MIRANO «Un euro può bastare, un euro può bastare». A gridarlo stavolta, con un pugno fuori dal finestrino, è un automobilista bloccato dal secondo giorno di protesta al tornello di Vetrego. È uno dei pendolari su cui pende la minaccia del salasso al casello di un euro e mezzo (oggi è 80 cent) per raggiungere Padova. Il suo incitamento contagia subito i vetreghesi in corteo, che lo seguono con un coro da stadio. Sono un centinaio i partecipanti al secondo blitz settimanale alla rotonda di Vetrego est, un po’ meno di lunedì, ma con più rappresentanza: c’è infatti anche il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e i grillini. Per il Comune tornano in strada il vicesindaco Annamaria Tomaello e Giorgio Babato. Quattro giri di rotonda, stessi effetti di lunedì: code in tutte le direzioni, una corsia occupata, volantinaggio e striscioni per dire basta a smog e code. La star del giorno è Pippo, un cagnolino portato in strada da una donna di Vetrego, che guida il corteo in testa: abbaia nervoso contro i camion che sfilano lenti a lato dei manifestanti a piedi e contro le forze dell’ordine che tentano di contenere chi vorrebbe occupare l’intera carreggiata. «È uno di noi», sorride la padrona, «anche lui è di Vetrego e vorrebbe vivere tranquillo». Non è per nulla tranquillo invece uno degli anziani del paese, che vorrebbe bloccare tutto con l’energia di uno studente durante l’occupazione della scuola: «Non accetto di dover aspettare mezz’ora ogni mattina prima di uscire di casa perché deve terminare la coda: siamo prigionieri in casa nostra, i miei orari non possono essere decisi da altri». Intanto, mentre si conclude la seconda giornata dei No-Cav in strada, in Regione la Federazione della Sinistra presenta una mozione per chiedere l’intervento della giunta Zaia per il rispetto degli accordi presi: «Intervenga presso la concessionaria affinché siano rispettati gli accordi sulla realizzazione del Passante», chiede Pietrangelo Pettenò, «con l’arretramento della barriera a Roncoduro, la riapertura in entrambe le direzioni del casello di Dolo e la liberalizzazione della tratta Dolo-Mestre, con tariffe adeguate fin dall’approvazione del bilancio di previsione 2013». Ma la politica, al solito, è lenta: i No-Cav saranno in strada anche oggi, puntuali, alle 17.30. E se piove? «Meglio», giurano, «con gli ombrelli aperti occupiamo più spazio e forse blocchiamo tutto davvero». Filippo De Gaspari

 

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