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Gazzettino – Elettrodotto, Vigonovo si gioca l’ultima carta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

mar

2013

Affidata a un gruppo di professionisti una perizia paesaggistica-ambientale da portare davanti al Consiglio di Stato

Il comune di Vigonovo tenta l’ultima carta contro la realizzazione da parte di Terna Spa della linea aerea da 380 kV lungo la riva sinistra dell’incompiuta idrovia Padova-Venezia e si affida a uno studio di professionisti specializzati in problematiche territoriali e ambientali complesse per tentare di vincere la causa davanti al Consiglio di Stato. L’Amministrazione comunale non si vuole arrendere all’idea che nel suo territorio avvenga l’ennesimo scempio ambientale e, su richiesta dell’avvocato Matteo Cerutti, che a Roma difenderà gli interessi del comune di Vigonovo, ha dato incarico allo studio Ecopartes di redigere una perizia sull’impatto paesaggistico-ambientale causato dall’elettrodotto. Che il comune di Vigonovo sia il paese più penalizzato dalla realizzazione della grande linea elettrica aerea non ci piove sopra. «Il territorio di Vigonovo è già stato diviso in due nel 1850 dalla realizzazione della Brenta-Cunetta», dice l’assessore all’Ambiente e Territorio, Filippo Fogarin. «Negli anni ’80 il nostro comune è stato nuovamente suddiviso in quattro da quella che doveva essere l’idrovia Padova-Venezia, con un enorme scavo che corre a ridosso del centro urbano. Ora lungo questa via d’acqua ci vogliono fare passare anche una linea elettrica aerea con tralicci alti tra i 54 e i 67 metri, visibili da un chilometro e mezzo di distanza. Per non parlare del progetto della »camionabile” prevista lungo la stessa idrovia, che ancora di più danneggerebbe Vigonovo sotto ogni punto di vista”. Alla realizzazione dell’elettrodotto aereo da 380 kV aveva dato il benestare il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio nel 2010, con un giudizio favorevole di compatibilità ambientale. Contro tale decreto si erano opposti i comuni di Vigonovo, Saonara e Stra, congiuntamente ai Comitati Ambiente e Territorio della Riviera del Brenta e Miranese. Il Tar del Lazio, in due distinte sedute, aveva loro dato torto. Ora tutto si gioca davanti al Consiglio di Stato il prossimo martedì 30 aprile.

 

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