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PAESE – L’agenzia non si sbilancia sul piano Mosole e passa la patata bollente alla Provincia

L’Arpav non approva il piano presentato da Mosole per seppellire nella discarica Terra altri 460 mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto. Ma nemmeno lo boccia. Lasciando ora la patata bollente nelle mani della Provincia.

«L’agenzia non si esprime in modo favorevole all’impianto – sottolinea l’europarlamentare dell’Idv, Andrea Zanoni – anzi, sottolinea il pericolo che il Veneto diventi un polo attrattore di questo tipo di rifiuti».

Quindi? Quindi adesso la palla passa al Sant’Artemio, che dovrà esprimere l’ultimo parere prima che la questione torni alla commissione regionale Via e finisca poi, eventualmente, sulle scrivanie della giunta Zaia.

«Il presidente Muraro si è sempre dimostrato incerto nel bloccare la discarica – continua Zanoni, membro della commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo – ma mi auguro che la Provincia decida di fermare il progetto, anche tenendo conto dei 7 mila e 500 cittadini che hanno firmato la petizione contro l’arrivo di nuovo amianto».

Come ha sottolineato lo stesso Muraro, però, a decidere non sarà lui, ma il consiglio del Sant’Artemio. Ed è proprio quest’ultimo che si rivolge l’europarlamentare.

«Paese ha già accettato troppe discariche di ogni tipo ed è giunta l’ora di dire basta – conclude – la legge regionale, ai fini dell’adozione del Piano veneto di gestione dei rifiuti speciali, prevede che vengano adottati criteri di individuazione da parte delle Province delle aree non idonee alla localizzazione delle discariche. La nostra potrebbe dunque anticipare questo piano e, con una delibera del consiglio, dichiarare subito inadatta l’area, vista la presenza di una zona di ricarica delle falde acquifere».

Mauro Favaro

 

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