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L’associazione dei commercianti annuncia la sua opposizione in conferenza di servizi all’Hill Montello sulla Feltrina

MONTEBELLUNA. Alla conferenza dei servizi che dovrà dire l’ultima parola sul centro commerciale Hill Montello l’Ascom di Montebelluna darà parere negativo. È l’atto conseguente alla battaglia che l’associazione dei commercianti ha fatto contro la cittadella dello shopping fin dalla campagna elettorale del 2011 e, nel momento in cui andrà in conferenza dei servizi pronuncerà, il suo no senz’appello. Il parere è solo consultivo, ma avrà un suo peso arrivando dall’associazione dei commercianti. E in ogni caso l’Ascom confida nella nuova legge regionale sul commercio per contrastare questo nuovo insediamento da 25 mila metri quadri lungo la Feltrina, a poca distanza dal casello della futura Pedemontana Veneta. L’ulteriore atto della lotta dell’associazione contro il progetto della Hill Montello è stato reso possibile dalla delibera della giunta municipale. L’esecutivo, nell’approvare la variante al piano particolareggiato del parco delle imprese e quindi la parte di sua competenza per quanto riguarda la costruzione del centro acquisti, ha demandato a un accordo di programma promosso dalla Regione l’autorizzazione a procedere con i lavori. «Conveniamo sul fatto che anzichè prendere sconvenienti “scorciatoie” per il rilascio della licenza a costruire il mega complesso commerciale si sia fatto riferimento alla nuova legge sul commercio», spiega Nevio Marchesini, segretario dell’Ascom di Montebelluna, «prevede che tutto transiti attraverso una conferenza di servizi con la Regione e la Provincia alla quale avremo titolo a partecipare. Di ciò siamo riconoscenti alla giunta e in particolare all’assessore Marco Tappari per l’impegno profuso». E lì Ascom dirà il suo no. Con quali speranze? «La nuova legge regionale potrebbe influire sulle scelte, perché tende a incentivare le strutture nei centri storici rispetto alle grandi strutture periferiche», risponde Nevio Marchesini, «Non so se potrà bloccare questo progetto, ma intanto c’è una possibilità di intervenire e dire la nostra. La procedura non potrà essere svincolata dalle nuove regole contenute nell’emanando regolamento alla legge regionale in materia di commercio, al quale dovranno comunque uniformarsi la pianificazione urbanistica locale e quindi i soggetti interessati quali il Comune di Montebelluna e la società Cabi che intende realizzare l’intervento. Ora siamo alla resa dei conti di un percorso che non condividevamo fin dall’inizio. Noi avremmo preferito un percorso legale, ma siamo coscienti che il Comune avrebbe avuto poche speranze di spuntarla, o, in alternativa, una mediazione il più favorevole possibile per avere concrete possibilità di riqualificare il centro storico. È stata percorsa questa seconda strada ed è stato il male minore».

Enzo Favero

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