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COMUNICATO STAMPA

Il Governo Monti, nella prossima seduta del CIPE del 18 marzo, si appresta ad approvare il progetto preliminare della nuova autostrada Orte-Mestre.

Si tratta di un vero e proprio  colpo di mano: un Governo politicamente morto e sepolto dal voto popolare del 24-25 febbraio e che dovrebbe limitarsi solamente ad attività di ordinaria amministrazione, si arroga impunemente il diritto di approvare un’opera da ben 10 miliardi di euro che andrà a sconquassare mezza Italia.

Come se non bastasse, per reperire le risorse il Ministro Passera e il suo vice Mario Ciaccia sono riusciti a far passare la defiscalizzazione dell’opera per 1,5 miliardi e l’opzione Project Finacing a tutto beneficio della cordata GEFIP Holding di Vito Bonsignore; una soluzione che andrà inevitabilmente a creare una voragine nei conti pubblici dello Stato per i prossimi decenni, sottraendo risorse vitali per i servizi pubblici essenziali.

L’approvazione della Romea Commerciale non può in alcun modo essere considerata come fatto di ordinaria amministrazione, né essere annoverata tra gli atti di particolare urgenza: la Orte-Mestre è l’opera autostradale più imponente, per costi ed impatti, tra quelle previste nel primo programma delle infrastrutture strategiche.  L’approvazione di tale progetto costituisce scelta politica fondamentale per il futuro del Paese. Tale scelta spetta dunque al Governo che la nuova legislatura esprimerà.

Mira Fuori del Comune si appella al Sindaco di Mira, ai Sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese, ai Deputati e i Senatori eletti nel territorio affinché chiedano immediatamente al Presidente del Consiglio Monti, ai Ministri che compongono il CIPE e ai Presidenti delle regioni interessate di sospendere ogni provvedimento in merito a questo progetto e di rimettere ogni decisione al prossimo Esecutivo, che avrà la fiducia del nuovo Parlamento appena insediato.

Mira Fuori del Comune sostiene intanto l’azione di mailbombing promossa dalle associazioni e dai comitati della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre dalle 15 di oggi fino a tutto lunedì 18 per chiedere al Governo di fermarsi.

 

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