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Gazzettino – Mantovani. Nuovi fondi neri e altri indagati

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

15

mar

2013

IN TRIBUNALE – Ricorsi degli arrestati davanti al Riesame

IL RETROSCENA «La mia incolumità era in pericolo»

L’avvocato Pergola dichiara: «Siamo credibili e pronti a rispondere ancora alle domande degli inquirenti chiarendo tutto»

CASO MANTOVANI – L’inchiesta si allarga dopo l’interrogatorio del “ragioniere dei misteri” rientrato in Italia

Mirco Voltazza conferma l’esistenza delle false fatturazioni e amplia il giro delle “cartiere”

Dall’inchiesta sulle presunte false fatturazioni milionarie che avrebbero avuto l’epicentro nella società di costruzioni Mantovani emergono nuovi scenari, nuovi possibili fondi neri e nuovi possibili soggetti da indagare. L’interrogatorio di Mirco Voltazza, il consulente del gruppo rimasto latitante all’estero per quattro mesi, è stato molto proficuo per gli uomini del Nucleo di polizia tributaria del Veneto e per il sostituto procuratore di Venezia, Stefano Ancilotto.

Sostanzialmente, il “ragioniere dei segreti” avrebbe confermato buona parte dell’impianto accusatorio che il 28 febbraio ha aperto le porte del carcere per il presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, il direttore amministrativo del gruppo Nicolò Buson, l’amministratrice di Adria Infrastrutture Claudia Minutillo e il presidente della Bmc Broker, società di consulenza sammarinese, William Alfonso Colombelli. L’incontro di Voltazza con gli inquirenti è durato oltre sei ore ed è stato interrotto alle 22 di mercoledì solo per l’ora tarda, ma il suo legale, l’avvocato Michele Pergola del foro di Padova, ha ribadito la disponibilità di proseguire quanto prima.

«La posizione di Voltazza – commenta il legale – è delicata sia sotto il profilo d’indagine che quello procedurale. Siamo pronti a sostenerlo in tutti gli aspetti, anche morali della vicenda. Lui ha senz’altro dimostrato al Pm di essere credibile e continuerà a farlo rispondendo alle domande e fornendo conferme che serviranno a chiarire la sua posizione». La maggior parte del verbale di interrogatorio è stata secretata per non rischiare di compromettere ulteriori sviluppi di un’indagine che potrebbe essere una delle più importanti e delicate tra quelle condotte nell’ultimo decennio.

Fonti investigative confermano che Voltazza (attualmente in carcere per scontare una condanna passata in giudicato) ha parlato a lungo della strategia di fatturazioni fittizie, confermando almeno parte del quadro accusatorio. In base alle sue ammissioni, sarebbero emersi nuovi nomi di persone riferibili a società che si sarebbero prestate a diventare “cartiere”, cioè a rilasciare fatture senza che a fronte ci fossero servizi effettivamente resi in momenti anche successivi a quelli della Bmc. Lo scenario dell’inchiesta si è dunque ampliato e gli inquirenti ritengono che si potrebbe risalire a fondi neri ulteriori, per un milione di euro o forse anche di più. E, ovviamente, a nuove persone che – in caso di conferma della pista – risulterebbero presto indagate.

Dal canto suo, Voltazza è titolare di una società che possiede diversi brevetti in campo ambientale e per un certo periodo di tempo ha lavorato per il gruppo Mantovani. Poi, parlando con gli inquirenti, avrebbe rivelato di aver finito per accettare anche lavori fittizi perché le commesse reali erano finite e l’azienda doveva andare avanti. Rispondendo sul suo “soggiorno” all’estero, Voltazza ha confermato che ad un certo punto ha temuto per la sua incolumità e per quella della sua famiglia. Ipotesi, questa, tutta da verificare. Inoltre ha anche detto che qualcuno lo aveva “consigliato” di espatriare per qualche tempo. La decisione di rientrare in Italia sarebbe maturata dopo le prime rivelazioni apparse sulla stampa, che avrebbero fornito un quadro a suo dire non veritiero e lesivo della sua posizione e per avere protezione. Questa mattina, intanto, al Tribunale del riesame di Venezia si discuterà della doppia istanza presentata dall’avvocato Pietro Longo per l’attenuazione della misura cautelare nei confronti di Piergiorgio Baita, attualmente detenuto nel carcere di Belluno, e della richiesta di trasferimento del fascicolo a Padova per competenza territoriale. A Padova, infatti si trovano gli uffici amministrativi della Mantovani. Il Gip Alberto Scaramuzza aveva però rigettato la richiesta. Si discuterà anche dell’attenuazione della misura per Colombelli, presentata dall’avvocato veneziano Renzo Fogliata.

 

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