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STOP – Il sindaco Celeghin contro la chiusura

SANITÀ – Il sindaco difende l’ospedale dopo l’annuncio del direttore dell’Ulss.

Pigozzo: «Bozza modificabile»

Noale. Le carte non sono ancora sul tavolo, quindi non c’è nulla di sicuro. Questa, in sintesi, l’atmosfera che si respira in municipio a Noale dopo le parole del direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, con la paventata chiusura dell’ospedale di Noale. Parole che hanno preoccupato la giunta del sindaco Michele Celeghin che ha subito chiesto lumi al direttore generale: «Si tratta solo di una supposizione di quanto prevederanno le schede regionali», chiarisce il primo cittadino. Che difende il presidio noalese: «Vi sono ancora servizi d’eccellenza, nonostante il depauperamento che subisce da oltre vent’anni con amministrazioni regionali e provinciali di tutti i colori politici. Lottiamo affinché il Pier Fortunato Calvi abbia un ruolo di ospedale territoriale con funzioni riabilitative, previsione contenuta nelle attuali schede regionali». La prospettiva, quindi, è che gli “acuti” vengano dirottati tra gli istituti di Dolo e Mirano, mentre la città dei Tempesta guarda a un polo riabilitativo, mantenendo anche i servizi attuali. «Sono convinto che Noale abbia ancora carte da giocare – commenta il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo -. Le ipotesi che circolano sono tutte bozze, quindi modificabili. Il dg Gumirato ha un obiettivo triennale di bilancio, quindi per ora sta facendo solo un discorso economico. Ma dovrà esserci un confronto con il territorio. Quella di Noale – sottolinea Pigozzo – è una struttura che ha ottime potenzialità da sfruttare. Uno tra gli obiettivi deve essere renderla ospedale di comunità. Aspettiamo le schede e vedremo. Certo, a posteriori la scelta di spostare dalla struttura la casa di riposo si è rivelata sbagliata. Spero non sia determinante per la sua chiusura».

 

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