Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Il ragioniere confessa al Pm che la Mantovani aveva rotto con la Bmc: troppo esposta; per questo gli fu chiesto il nero

Il ragioniere ha raccontato di sentirsi minacciato. Sarebbero stati proprio i suoi committenti a consigliarlo di cambiare aria quando la Finanza cominciò a indagare

VENEZIA – Al pubblico ministero Stefano Ancillotto, Mirco Voltazza ha raccontato di aver procurato fatture false a Piergiorgio Baita e che era stato lo stesso ex amministratore delegato di Mantovani a chiedergliele. Ha anche detto di essere stato «vivamente consigliato» – ma non ha voluto dire da chi – di darsi alla latitanza, dopo una condanna definitiva a un anno e mezzo per peculato, ricettazione e calunnia, nascondendosi così per 4 mesi nell’ex Jugoslavia. Una volta arrestato Baita per frode fiscale – per la Procura veneziana l’imprenditore è a capo di un’associazione per delinquere finalizzata a frodare il fisco con fatture false per milioni di euro – Voltazza si è deciso a tornare. Così, per migliorare la propria posizione processuale, ha voluto consegnarsi alla Guardia di Finanza di Mestre e al pm Stefano Ancillotto, al quale per sei ore mercoledì ha raccontato la sua verità. L’imprenditore padovano di Polverara ha ricordato – in sostanza – di aver lavorato con la propria società per alcune opere collaterali al Mose, ma di essersi trovato ad un certo punto in difficoltà per mancanza di lavoro. Avrebbe così chiesto direttamente a Baita un aiuto e quest’ultimo – secondo dichiarazioni ora al vaglio degli investigatori – gli avrebbe «fatto capire» che a Mantovani interessavano fatture false per creare fondi neri. Da poco, infatti, Baita aveva dovuto abbandonare la Bmc Broker del sanmarinese William Ambrogio Colombelli che – ha confermato quest’ultimo davanti al pm Ancillotto – avrebbe procurato negli anni false fatturazioni per almeno 10 milioni di euro intestate alla Mantovani e a altre società. Troppo esagerati. Così Bmc era finita nel mirino della Finanza, diventando pericolosa e Baita – secondo l’accusa – era alla ricerca di nuove cartiere. E così Voltazza si sarebbe attivato, procurando piccole società disposte ad emettere false ricevute di spesa: un’ “attività” iniziata da poco, tanto che si stanno facendo controlli su fatture fasulle per un paio di milioni. «Il mio assistito ha risposto a tutte le domande che il pm gli ha fatto relative alla sua latitanza. Ha spiegato completamente tutto e smentito le leggende metropolitane circolate sul suo conto e su come ha trascorso i 4 mesi e 12 giorni di latitanza», spiega l’avvocato Michele Pergola, «il ragionier Voltazza ha inoltre parlato di tutte le fatture relative all’inchiesta Mantovani. Ha risposto a tutte le domande sulle fatture che riguardano l’inchiesta». Nell’interrogatorio davanti al pm Ancillotto e dagli investigatori del Gico della Guardia di Finanza, Voltazza ha parlato anche del fatto che sarebbe stato minacciato e che per questo teme per la sua incolumità fisica, spiegando che a metà dello scorso anno, quando è stato evidente che lui doveva finire in carcere per una sentenza passata in giudicato, la “cricca” gli ha offerto dei soldi perché se ne andasse: troppo pericoloso che rimanesse in Italia, con il rischio di parlare delle nuove cartiere. «Al mio cliente i timori restano», conclude il legale, «e non sono campati in aria vista la situazione. Comunque ora si trova in carcere, in isolamento, a Venezia». Il ragionier Voltazza sarà nuovamente sentito dal pm nelle prossime settimane.

Roberta De Rossi e Carlo Mion

 

I LEGALI: L’INCHIESTA PASSI DA VENEZIA A PADOVA

Il Riesame decide sull’incompetenza

VENEZIA – Giornata importante nell’inchiesta per frode fiscale che ha fatto finire in carcere l’ex amministratore delegato di Mantovani Piergiorgio Baita, il direttore amministrativo della società Nicolò Buson, l’ex segretaria di Giancarlo Galan e titolare di Adria Investimenti Claudia Minutillo (ora agli arresti domiciliari, dopo aver collaborato) e William Ambrogio Colombelli, titolare della Bmc Broker di San Marino, accusati di aver partecipato ad un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione di una rete di false fatture per almeno 10 milioni di euro, per creare un fondo nero esentasse. Oggi, il Tribunale del Riesame – presieduto da Angelo Risi – valuterà la richiesta di incompetenza territoriale (e annullamento della custodia cautelare) presentata dagli avvocati Pietro Longo e Paola Rubini per conto di Baita, da due settimane in carcere, silente. Per la difesa il reato contestato sarebbe semmai maturato a Padova, dove Baita ha l’ufficio, mentre per la Procura di Venezia e il gip Scaramuzza (che ha firmate le ordinanze di custodia) fa fede la sede legale della Mantovani. In discussione anche il ricorso presentato dall’avvocato Fogliata per conto di Colombelli, che dopo giorni di carcere ha confermato di aver prodotto fatture per conto di Baita: probabilmente, la Procura darà parere favorevole agli arresti domiciliari. Ieri, ha presentato ricorso al Tribunale della libertà anche Buson – udienza il 22 – mentre i giudici valuteranno le richieste di dissequestro di appartamenti e conti correnti, il 19 marzo. Oggi, intanto, si riunisce il cda della Mantovani – la grande società edile impegnata in appalti miliardari, come il Mose e project financing come il tram di Venezia o il nuovo tunnel di Verona – chiamato a nominare i suoi nuovi vertici dopo le dimissioni di Baita (che ha lasciato tutti i suoi 42 incarichi) e Buson. (r.d.r.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui