Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Una valanga di e-mail sta colpendo il Presidente del Consiglio dei ministri, i Ministri che compongono il CIPE e i presidenti delle Regioni interessate dalla costruzione dell’autostrada Orte-Mestre: WWF, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Rete Stop Consumo di Territorio, Comitato Opzione Zero e Movimento Mira 2030 vogliono rendere noti dieci buoni motivi per cui l’autostrada non si deve fare.

Il mail-bombing proseguirà fino a lunedì 18 marzo, quando si terrà la prossima riunione del Comitato Interministeriale di Programmazione Economica, che prevede tra i punti all’ordine del giorno anche l’approvazione del progetto preliminare del nuovo corridoio autostradale Orte-Mestre.

«Il Governo tecnico – esordisce il testo per il mail bombing – è ancora in carica solo per lo svolgimento dell’attività ordinaria: l’approvazione del progetto preliminare dell’autostrada Orte-Mestre, la più imponente per costi ed impatti tra quelle previste nel primo programma delle infrastrutture strategiche, non può in alcun modo essere considerata come un fatto di ordinaria amministrazione né può essere annoverata tra gli atti di particolare urgenza.  L’approvazione di tale progetto costituisce scelta politica fondamentale per il futuro del Paese e spetta dunque al Governo che la nuova legislatura esprimerà».

Tra gli aspetti controversi del progetto, secondo gli ambientalisti: il costo elevato (10 miliardi di euro); l’elevato impatto ambientale; la creazione di nuove volumetrie; spreco di denaro pubblico (impiegabile in interventi di manutenzione ambientale) tempi troppo lunghi.

Giuseppa Lavopa

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui