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Gazzettino – Mantovani, Colombelli ai domiciliari, Baita no

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

mar

2013

FONDI NERI – Il Tribunale del Riesame ha detto no alla scarcerazione dell’ex amministratore delegato

Sì all’uscita dal carcere per l’ “uomo di San Marino” perchè ha collaborato

Respinta anche la nuova richiesta di trasferimento dell’inchiesta a Padova

Pm sorpreso: l’avvocato non contesta indizi

CONFESSIONE – Il broker e la Minutillo: i soldi delle fatture false li portavamo in contanti al capo della Mantovani

VENEZIA – Tra le varie tematiche emerse durante l’udienza del Tribunale del riesame di ieri, la Procura a si è detta un po’ sorpresa del fatto che i difensori di Piergiorgio Baita non abbiamo più di tanto contestato i gravi indizi di colpevolezza formulati in queste settimane dall’inchiesta avviata della Guardia di finanza di Venezia.

Pronta la replica dell’avvocato Paola Rubini. «È stata una scelta molto chiara – dice il difensore – perché in questa prima fase ci siamo concentrati soprattutto sugli aspetti tecnici e procedurali. Per analizzare i gravi indizi ci sarà tempo, anche perché servono ulteriori riscontri, sulla documentazione, da parte nostra».

 

LINO BRENTAN – La Procura conferma che tutto è partito dopo le testimonianze raccolte nell’indagine dell’ex amministratore della Venezia Padova

VENEZIA – Piergiorgio Baita rimane in carcere. Ieri pomeriggio il Tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di concessione degli arresti domiciliari avanzata dallo studio Longo di Padova che assiste l’ex presidente del consiglio di amministrazione della Mantovani. Contestualmente il Riesame, presieduto da Angelo Risi, ha anche ribadito la competenza territoriale sull’inchiesta del Tribunale di Venezia.

Anche su questo determinato punto l’avvocato Paola Rubini, dello studio Longo, aveva presentato una specifica istanza sostenendo, così come era stato fatto davanti al gip, che la competenza territoriale per questa inchiesta sulle false fatturazioni sarebbe invece del Tribunale di Padova. «Aspettiamo di leggere le motivazione di questa sentenza – ha spiegato ieri sera l’avvocato Rubini che aveva chiesto anche il dissequestro dei beni presi sotto custodia dall’autorità giudiziaria – ma posso già annunciare che presenteremo il ricorso in Cassazione».

Ma non è tutto. Sempre ieri pomeriggio William Alfonso Colombelli, che alcuni giorni fa aveva reso ampie dichiarazioni al pubblico ministero Stefano Ancilotto, è stato scarcerato ed ora si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Lecco. Il pm si era espresso favorevolmente alla revoca della custodia cautelare in carcere dopo le ammissioni e la collaborazione fornite proprio da Colombelli che è difeso dall’avvocato Renzo Fogliata. L’ex console di San Marino è accusato di aver utilizzato la sua società, la Bmc Broker, come “cartiera” per produrre false fatture per conto della Mantovani spa. «Siamo davvero soddisfatti per questa scarcerazione – spiega l’avvocato Fogliata che aveva rinunciato al ricorso al Tribunale del riesame – la nostra posizione difensiva non cambia e ora attendiamo il processo».

L’udienza di ieri, come già annunciato nei giorni scorsi, si era aperta con una serie di documentazioni presentate dalla Procura della Repubblica a sostengo della validità del proprio operato. Tra queste le dichiarazioni di alcune impiegate della Bmc Broker che hanno confermato il ruolo di “cartiera” della società, ma soprattutto le ammissioni di responsabilità di Colombelli e Minutillo sul fatto che i soldi in contanti venivano consegnati a Baita a Venezia. Oltre a questo la Procura ha fornito stralci dell’interrogatorio del consulente Mirco Voltazza che non solo ha confermato di aver a lungo lavorato per Baita, ma ha anche sostenuto che l’ammontare delle false fatture sarebbe di circa due milioni.

Al momento non sembrano emergere nuovi indagati, ma è chiaro che le verifiche della Guardia di finanza di Venezia non sono certo concluse e che quindi potrebbero emergere altri particolari soprattutto sui fondi neri eventualmente collegati a questa prima parte dell’inchiesta.

Complessivamente le rogatorie realizzate dagli inquirenti a San Marino sono state tre e la Procura, anche ieri, ha confermato che la spinta decisiva sulle verifiche che hanno poi interessato la Mantovani era arrivata in seguito alle testimonianze raccolte nella precedente indagine che ha coinvolto l’ex amministratore dell’autostrada Venezia-Padova Lino Brentan.

«Secondo noi non ci sono i presupposti per la custodia cautelare in carcere – aveva affermato in mattinata l’avvocato Rubini – chi è riuscito ad ottenere gli arresti domiciliari lo ha fatto semplicemente scaricando tutte le colpe e le responsabilità su Piergiorgio Baita. Insomma, solo chi ha parlato ha potuto ottenere qualcosa».

Gianpaolo Bonzio

NUOVO CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE

E la Mantovani arruola l’ex questore Damiano

Il “poliziotto dal pugno di ferro” nominato presidente del gruppo padovano di costruzioni

TREVISO – «Voi della stampa mi avete sempre definito un questore manager: alla fine qualcuno ci ha creduto veramente». Carmine Damiano, ex capo della questura trevigiana (e prima padovana) era pensione da fine dicembre, liquida così la nomina a presidente della Mantovani Spa, società di costruzioni padovana. Un vero colosso impegnata in opere come il passante di Mestre e il Mose, finita nell’occhio del ciclone per l’arresto del suo ex amministratore delegato Piergiorgio Baita invischiato in un caso di tangenti che sta facendo tremare più di qualcuno in Veneto.

Ieri la proprietà ha deciso di rinnovare il cda e di chiamare alla presidenza una figura importante, quasi di garanzia. E la scelta è caduta sull’ex questore trevigiano, da poco entrato anche nello staff Compiano istituto di vigilanza. «I due ruoli sono compatibili – spiega – e poi sono abituato a lavorare molto. Con l’azzeramento del vecchio Cda della Mantovani e la nomina di nuovi amministratori, la famiglia Chiarotto ha dato un segnale forte. Sono estremamente grato al presidente della Holding Serenissima Spa, Romeo Chiarotto, e farò di tutto ciò che è nelle mie possibilità e capacità per il bene della Mantovani e per salvaguardare tutti gli aspetti occupazionali in un territorio che ne ha estremamente bisogno». Damiano, 64 anni, poliziotto dal pugno di ferro che nella sua lunga carriera si è occupato a fondo di terrorismo e di mala del Brenta, è consapevole di assumere un incarico da far tremare i polsi. «Il momento è delicato ma con il nuovo Cda e con la mia presenza la proprietà vuole lanciare un messaggio di legalità e trasparenza prendendo le distanze da ogni altro episodio. Il mio impegno sarà di fare in modo che l’azienda vada avanti, proteggendo il posto di lavoro di 1200 persone». Il nuovo Cda, in carica fino al 2015, oltre Damiano è composto da Giampaolo Chiarotto, Paolo Dalla Via, e Gianfranco Zoletto.

Paolo Calia

 

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