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Lunedì a Roma doveva essere approvato il progetto preliminare dell’arteria

Contrasti tra i ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia, esultano i comitati

DOLO. La delibera di approvazione del progetto preliminare della Orte-Mestre, meglio conosciuta come Romea Commerciale, è stata tolta dall’ordine del giorno della seduta Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) in programma lunedì alle 9.30 a Roma. La decisione, da quello che trapela da fonti regionali, è stata presa dopo la seduta preparatoria di ieri mattina dove sono emerse posizioni differenti da parte dei Ministeri dell’Infrastrutture e dell’ Economia. È il secondo rinvio in poche settimane, visto che la delibera doveva essere discussa anche nella riunione dell’8 marzo scorso.

La Romea Commerciale da tempo viene osteggiata nel territorio rivierasco perché il progetto prevedeva l’innesto dell’autostrada con l’A4 e il Passante nella zona di Roncoduro dopo aver attraversato alcuni centri storici e il Naviglio Brenta. In questi anni i Comuni, comitati e cittadini hanno proposto numerosi progetti alternativi di innesto, da quello a Villabona, all’aggancio con l’A13, alla messa in sicurezza dell’attuale Romea fino al progetto di variante proposto dal comitato “No Romea in Dolo” e poi diventato famoso come “Variante Gottardo” per esser stato supportato dal sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo. La notizia viene commentata positivamente dai comitati del Cat, da sempre contrari all’opera, che però confermano di voler continuare la mobilitazione contro l’opera.

Anche Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero, mantiene alta la guardia.

«Se la notizia viene confermata siamo contenti», conferma Donadel, «ma vogliamo continuare la lotta contro questa autostrada. Per questo ci appelleremo ai sindaci, deputati, senatori, alle Regioni e al governo di sospendere ogni provvedimento in merito a questo progetto. Sosteniamo poi l’azione di mailbombing promossa dalle associazioni e dai comitati della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre in atto fino a lunedì per chiedere al governo di fermarsi».

Anche Giorgio Gei (Ponte del Dolo) esprime soddisfazione per il rinvio:

« Alla fine è valso il buon senso e non le pressioni delle lobby dell’asfalto e del cemento. Speriamo che i nuovi rapporti di forza all’interno del Parlamento portino alla revisione critica di questo e di altri devastanti progetti per il nostro territorio».

Giacomo Piran

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