Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Dolo, Ospedale. “Chirurgia resti in Riviera”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

mar

2013

L’ex amministratore contro il direttore dell’Asl 13

DOLO – «I patti vanno rispettati». L’ex amministratore dell’ospedale di Dolo, Vincenzo D’Agostino, richiama il nuovo direttore generale dell’Asl 13, Gino Gumirato, al rispetto delle decisioni prese.

«Sindaci e Regione si erano accordati sull’ipotesi di un solo ospedale con due sedi, Dolo e Mirano, con il primo polo chirurgico ed il secondo medico – afferma D’Agostino -, definendo pure 22 milioni di euro per il pronto soccorso e la riqualificazione delle piastre operatorie dolesi. Ma, a quanto pare, oggi si sono rimangiati tutto».

L’ex amministratore ricorda poi che l’Ulss 13 è sottofinanziata da anni (un aspetto sostenuto però dallo stesso dg Gumirato), pur avendo già provveduto al rispetto dei parametri regionali, anticipandoli di tre anni, con soli 2,43 posti letto ogni mille abitanti.

«Quanto alle categoriche affermazioni del neo direttore generale – riprende D’Agostino -, questo modo di ragionare va bloccato con fermezza dalle istituzioni e dai cittadini».

L’ex dirigente si riferisce in particolare all’annunciata inversione delle caratteristiche dei due ospedali, preoccupato dello sbilanciamento sanitario verso il Miranese dove a pochi chilometri c’è anche l’ospedale dell’Angelo,

«mentre i comuni più lontani della Riviera del Brenta vedrebbero i loro abitanti costretti a decine di chilometri per sottoporsi ad un intervento».

(g.d.cor.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui