Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Seconda udienza, davanti al Tribunale del riesame di Venezia, per l’ex presidente della Mantovani spa, Piergiorgio Baita, accusato di associazione per delinquere finalizzato all’emissione di false fatture per milioni di euro. Questa mattina sarà discusso il ricorso presentato dai suoi difensori per ottenere il dissequestro dei conti correnti e dei beni immobili “congelati” dal Gip Alberto Scaramuzza, fino ad un ammontare di 8 milioni di euro, a “garanzia” del risarcimento che lo Stato potrebbe ottenere nel caso di una futura condanna per evasione fiscale. Al Riesame si è rivolto anche un altro indagato, l’ex console di San Marino, William Alfonso Colombelli, presidente della Bmc Broker, la società che avrebbe “fabbricato” molte delle false fatture. A lui sono state sequestrate un’imbarcazione da diporto e un conto corrente. Infine, il Riesame dovrà valutare le richieste di alcune delle persone perquisite un paio di settimane fa (e non indagate), alle quale la Guardia di Finanza ha sequestrato documentazione ritenuta utile per le indagini.
Le motivazioni del provvedimento con cui il Tribunale, presieduto da Angelo Risi, ha rigettato venerdì scorso la richiesta di scarcerazione di Baita saranno depositate entro domani.
Nel frattempo l’ex presidente dell’Autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, smentisce attraverso il suo legale di ricoprire ancora il ruolo di presidente della Nogara Mare, la società che dovrebbe realizzare in project financing l’autostrada che collegherà il basso Veronese alla costa adriatica, attraversando il Polesine: «Brentan si è dimesso anche dalla carica della Nogara Mare con effetto dal 7 marzo del 2012, come risulta dalla visura della Camera di commercio di Verona», dichiara l’avvocato Giovanni Molin.
La posizione di Brentan, condannato lo scorso anno per corruzione in qualità di presidente della Padova-Venezia, era stata citata dal pm Stefano Ancilotto nel corso dell’udienza di venerdì davanti al Riesame relativa alla posizione di Baita (che ha annunciato di aver abbandonato tutti gli incarichi) per sostenere che le dimissioni non fanno venire meno i motivi cautelari. In particolare il pm aveva fatto riferimento alla circostanza che, dopo l’arresto del febbraio 2012, Brentan non si era subito dimesso da tutti gli incarichi, citando tra gli altri quello della Confederazione autostrade, che lasciò solo a settembre. La difesa dell’ex presidente della Padova-Venezia ha dichiarato di «non capacitarsi dell’errore in cui è incorso» e ha specificato che «in ambito societario le dimissioni non possono essere accettate o respinte dal momento che, una volta presentate producono effetto immediato salvo che con esse non venga meno la maggioranza del cda – spiega l’avvocato Molin – Questa errata informazione ha provocato la pubblicazione di notizie prive di fondamento. Brentan non ricopre più cariche di alcun tipo».
Gianluca Amadori

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui