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A Porto Marghera, negli oltre cento ettari di aree industriali dismesse di proprietà di Syndial (Eni) e, possibilmente, anche nei terreni di Vinyls (ex Ineos) che però sono ancora occupati dai vecchi impianti del cvm/pvc destinati alla demolizione, c’è posto per tutti.

C’è posto, quindi, sia per l’Oleificio trevigiano della famiglia Dal Sasso, che vuole costruire un nuovo impianto di produzione di oli vegetali, che per il gruppo chimico Mossi&Ghisolfi (M&G) che ha un progetto cofinanziato dall’Unione Europea per realizzare una raffineria di biocarburanti di seconda generazione.

La disponibilità di aree e la possibilità di garantirle ai due progetti di «chimica verde» – che potrebbero portare a Porto Marghera un investimento complessivo di 250 milion e garantire la rioccupazione dei cassintegrati di Vinyls – è stata confermata ieri al tavolo convocato in municipio a Mestre dal sindaco Giorgio Orsoni, a cui hanno partecipato, oltre all’assessore Antonio Paruzzolo, le tre società industriali in questione: i rappresentanti dell’Oleificio Medio Piave, Mossi&Ghisolfi e Syndial, ovvero l’Eni. L’incontro, presieduto dal sindaco Orsoni, è durato quasi tre ore e si è concluso, nel massimo riserbo, con l’impegno a ritrovarsi al più presto, dopo aver chiarito una serie di questioni “collaterali” ma non certo meno importanti, come la disponibilità di biomasse vegetali (per alimentare la bioraffineria che utilizzerà canne comuni e scorze di riso e l’oleificio), i tempi di autorizzazione dei nuovi impianti di «chimica verde» (compresa l’eventuale centrale per autoprodurre, con scarti vegetali, energia elettrica e vapore) e l’individuazione della banchina da mettere a disposizione dell’Oleificio che si dovrà approvvigionare di sementi per trasformarle in mangimi animali e olio vegetale per carburanti ibridi (biodisel). I soggetti che hanno partecipato al tavolo, compresi il sindaco Giorgio Orsoni e l’assessore alle Attività Produttive, Antonio Paruzzolo, non hanno voluto rilasciare ieri alcuna dichiarazione sull’esito del vertice. L’unica cosa certa, comunque, è l’esito positivo dell’incontro di ieri, tanto che ne e è stato messo in cantiere un secondo non appena si saranno chiarite tutte le questioni preliminari sul tappeto. Al tavolo di ieri non sono stati invitati i commissari straordinari di Vinyls, gli avvocati Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone, avvisati solo per conoscenza del tavolo in municipio.

Dai due commissari – dopo l’ultima proroga di due mesi dell’amministrazione straordinaria avuta dal Tribunale di Venezia – tutti si aspettano l’avvio delle operazioni di demolizione degli impianti, fermi ormai da quattro anni ma ancora da bonificare, in modo da liberare i terreni che confinano con quelli di Syndial (ex Clorosoda ed ex Tdi) acquisiti, ma per ora solo con un contratto preliminare, dall’Oleificio Medio Piave. (g.fav.)

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