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Le fiamme gialle hanno agito con apparecchiature di visione notturna per poter incastrare i titolari di 3 laboratori che sono stati chiusi. Scoperto giro di fatture false

PADOVA. Per poterli incastrare la sera, quando meno se l’aspettavano, gli investigatori del I gruppo della guardia di finanza di Venezia, assieme ai colleghi di Mirano e ai “baschi verdi” di Marghera hanno usato dei particolari visori di movimento notturno. Gli hanno controllati per notti e notti, poi è scattato il blitz multiplo: il risultato è stato un massiccio piano di interventi, in collaborazione con la Direzione Territoriale del Lavoro e dell’INPS, nei confronti di opifici improvvisati che continuano ad agire attraverso sistematiche azioni evasive provocando gravi danni economici in un territorio, come la Riviera del Brenta, che ha fatto la propria storia con l’eccellenza e la qualità del made in Italy.

Sono stati visitati 20 laboratori manifatturieri ed individuati un numero complessivo di n. 15 lavoratori in nero e comminate n. 03 sospensioni dell’attività economica, con l’applicazione di maxi sanzioni per oltre 20.000 euro.

Dal punto di vista dell’evasione fiscale, dalla successiva attività di approfondimento tutt’ora in corso, sono stati al momento accertati ricavi non dichiarati pari ad euro 85.000, IVA non versata pari ad euro 20.000, IRAP evasa pari ad euro 45.000 ed utilizzo di fatture false per complessivi euro 40.000 circa.

Seguendo le direttive di trasversalità nell’azione ispettiva che coinvolgono tutti i settori operativi sia per il contrasto al sommerso d’azienda e di lavoro che alla contraffazione a tutela del “made in Italy”, che della salvaguardia dei posti di lavoro e della legislazione contributiva, previdenziale ed assicurativa, nonché della sicurezza ed igiene dei luoghi di attività, sono state riscontrate, inoltre, gravi carenze nelle condizioni igieniche ed in materia di sicurezza sul lavoro (come l’esistenza di un locale di piccole dimensioni adibito a deposito di collanti altamente infiammabili all’interno dei quali era stata allocata una caldaia alimentata con le bombole a gas), che hanno già formato oggetto di segnalazione alle competenti autorità sanitarie e porteranno, come già accaduto di recente a Vigonovo, alla chiusura definitiva dei locali.

Sotto la lente d’ingrandimento dei controlli cadranno anche gli abusi edilizi riscontrati grazie allo scambio informativo messo in atto dalla Guardia di Finanza con i Sindaci dei comuni interessati della Riviera del Brenta.

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