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“Blue flag Ii”

Il sindaco annuncia un nuovo accordo sui fumi.

I comitati: «Non basta, occorre una legge per limitare le emissioni»

VENEZIA. Grandi navi con i carburanti più puliti. Ma per il Comitato «ancora non basta». Il sindaco Giorgio Orsoni ha annunciato ieri in giunta l’avvenuta firma di un accordo volontario con le compagnie da crociera, Capitaneria e Autorità portuale, sull’utilizzo al momento dell’entrata in porto di carburanti «a basso contenuto di zolfo». Si chiama «Blue flag II», secondo passaggio di un analogo accordo sottoscritto nel 2007. A firmarlo i manager Pierfrancesco Vago di Msc (vicepresidente dell’associazione delle compagnie) e Michael Tamm di Costa crociere. Le analisi sul combustibile, si legge nell’intesa, saranno effettuate in base a un accordo stipulato tra Capitaneria di Porto, Autorità portuale e Agenzia delle Dogane. Soddisfatto il sindaco, che ha riconosciuto lo «sforzo, anche economico, delle compagnie di navigazione». «Attendiamo soluzioni dalle istituzioni competenti sul problema della compatibilità del passaggio in Bacino San Marco delle navi da crociera», commenta Orsoni, «ma la città chiedeva risposte sulla riduzione degli inquinanti nell’aria, e questa è una prima risposta». Soddisfatto anche Sandro Trevisanato, presidente della Venezia terminal passeggeri. «Un ulteriore passo per limitare l’impatto ambientale della croceristica in laguna», dice, «dimostrazione che in llaguna attività economiche e ambiente possono convivere». Soddisfatti anche i vertici di Cla, l’associazione europea che rappresenta gli interessi delle compagnie. Già dalle prossime settimane, per le navi di nuova generazione che hanno motori compatibili, entrerà dunque in vigore il «doppio sistema di alimentazione». Una volta giunte alla bocca di porto di Lido, le navi useranno il carburante «verde».

Ma per il Comitato «No Grandi Navi-Laguna bene comune», che oggi manifesta a Sacca Fisola contro il passaggio delle navi, il problema dell’inquinamento resta.

«I carburanti che non inquinano non esistono», si legge in una nota, «è vero che questi avrebbero lo 0,1 di zolfo, ed è un passo avanti, frutto di un anno di battaglie di questo comitato. E’ anche vero che l’inquinamento è comunque cento volte superiore a quello delle auto, che di zolfo ne emettono lo 0,001 per cento. Chiediamo scelte coraggiose e controlli più serrati. Che vanno fatti sui fumaioli delle navi, filtri per limitare l’emissione delle polveri sottili».

Tommaso Cacciari chiede che il nuovo governo emetta appena insediato un decreto di urgenza per trasformare in obbligo quello che è oggi solo un «accordo volontario».

«Le compagnie hanno preso anche troppo da questa città», dice, «e adesso lanciano questa operazione di propaganda. Ma non inquinare dev’essere un obbligo, non una concessione».

(a.v.)

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Veleni da record nell’aria arsenico in Riva del Vin

Il presidente della Municipalità scrive alla Regione e denuncia l’emergenza «Occorrono controlli sul traffico di aerei e navi e sulla produzione delle vetrerie»

VENEZIA. Cadmio e arsenico a Murano e in Riva del Vin in percentuale superiore alla media del Veneto. Zolfo, biossido di azoto e polveri sottili. L’aria di Venezia è più inquinata di quella di Marghera. E i livelli di concentrazione di alcuni inquinanti pericolosi per la salute sono in continuo aumento. Dati Arpav, che adesso la Municipalità di Venezia ha deciso di utilizzare per presentare osservazioni al Piano regionale che hanno il valore di una denuncia. È l’organo di governo decentrato del Comune a mettere nero su bianco emergenze e proposte per migliorare la qualità dell’aria. E a chiedere riduzione dei fumi, maggiori controlli e monitoraggi sulle fonti del traffico navale, aeroportuale e sulle vetrerie. Proprio dalla lavorazione del vetro, si legge nel rapporto, derivano metalli pesanti come cadmio e arsenico, mentre gli altri inquinanti provengono dal traffico, sempre in aumento, di aerei e navi.

Il documento è firmato dal presidente dell Municipalità Erminio Viero e dal suo vice Giorgio Tommasi, dal delegato all’Ambiente Vianello, ma anche dal presidente della commissione Ambiente Giovanni Andrea Martini, dai rappresentanti di zona di Murano Lucia Cimarosti e di Burano Andrea Ragazzi. Tre pagine indirizzate alla Regione che costituiscono le Osservazioni al Piano di tutela e risanamento dell’atmosfera, approvato dalla giunta regionale il 28 dicembre. Un Piano che dovrebbe puntare alla tutela e al risanamento dell’ambiente. Che però secondo i rappresentanti della Municipalità è carente per quanto riguarda il miglioramento della qualità dell’aria. «Dalla lettura dei dati della stazione Arpav di Sacca Fisola, l’unica presente nel territorio lagunare», scrivono presidente e delegati, «si ricava un quadro preoccupante, perché i livelli di concentrazione di alcuni inquinanti sono peggiorati rispetto al 2011, altri rimangono stabili». E’ il caso del Pm 10, le polveri sottili che fanno registrare una concentrazione di 38 nanogrammi al metro cubo, 6 in più rispetto al 2010, con 79 giorni di superamento dei limiti in un anno rispetto ai 35 consentiti, e contro i 52 dell’anno precedente. Inalterata la concentrazione di biossido di azoto (No2), ozono sopra i limiti per 38 giorni (contro i 32 del 2011). E arsenico a livelli record in aree centrali come Riva del Vin e Murano. «Chiediamo se l’Asl non abbia mai verificato situazioni di rischio sanitario», scrivono i consiglieri, «e come intenda intervenire». Interventi urgenti, conclude la lettera, sono necessari anche per gli aerei che passano sopra Burano e la laguna e per le navi.

Alberto Vitucci

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