Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

VENEZIA –  Il tribunale dà ragione a Ca’ Farsetti sulla lite per l’ex ospedale

I 31 milioni 593mila euro depositati in un conto vincolato del Comune di Venezia, in seguito al preliminare di compravendita dell’ex Ospedale al mare del Lido, non possono essere svincolati e incassati da Est Capital e restano al Comune. Lo ha stabilito ieri il tribunale civile.

IL CONTENZIOSO – In ballo la riqualificazione dell’ex ospedale al Mare

IL RUOLO DELLA BANCA – Il giudice: «La riscossione della garanzia è stata abusiva, Carive non doveva pagare»

Al Comune i 31 milioni di Est Capital

La sentenza del tribunale civile dà ragione a Ca’ Farsetti: la rottura del contratto fu colpa dei privati

Non è possibile dire che il Comune sia stato inadempiente nei confronti di Est Capital sulla vicenda dell’ex ospedale al Mare, come affermato dalla società che in più occasioni è stata controparte del Comune acquistando la gestione o la proprietà di importanti immobili. Per questo motivo i 31 milioni 593mila euro depositati in un conto vincolato del Comune di Venezia in seguito al preliminare di compravendita del compendio ospedaliero, non possono essere svincolati e incassati dalla società. Così ha deciso ieri il giudice Manuela Bano in merito al ricorso con procedura d’urgenza promosso dall’amministrazione contro l’ordine dato alla Cassa di Risparmio, disponendo anche a Est Capital e alla sua banca mandataria, Unicredit, di pagare le spese legali.
Per il Comune e soprattutto per il sindaco Giorgio Orsoni, questa è una vittoria di non poco conto, poiché il giudice non si è limitato ad un breve dispositivo, ma ha scritto un’ordinanza di 11 pagine nella quale affronta anche il merito della questione.
Per il magistrato della terza sezione civile, l’incasso dei soldi depositati in garanzia è stata una mossa “abusiva per l’esistenza di prova documentale della sua fraudolenza” e quindi la Carive avrebbe dovuto rifiutarsi di pagare.
Il giudice, a sostegno delle sue argomentazioni, ritiene che le condizioni che hanno poi portato alla rottura tra Comune ed Est Capital siano addebitabili a quest’ultima. In particolare, vengono citati i verbali delle conferenze di servizi in cui i progetti della nuova struttura sanitaria (che Est Capital avrebbe dovuto realizzare prima di abbattere il monoblocco dell’ospedale) erano stati approvati con alcune prescrizioni alle quali non sarebbe poi stato dato seguito. La questione riguardava chi avrebbe dovuto bonificare il terreno.
«Rilevante – scrive il giudice – è il verbale della conferenza di servizi del 3 novembre 2011 e la consegna in ritardo a febbraio 2012 degli elaborati propedeutici al progetto e il progetto di bonifica limitatamente all’area su cui doveva sorgere il nuovo distretto».
Insomma, questo ritardo “ha interferito con il rilascio dei permessi a costruire e con le aggiudicazioni delle relative gare entro il termine previsto del 15 giugno 2012″. Infine, il giudice trova non fondata la contestazione della mancata autorizzazione a demolire il monoblocco una volta realizzato il nuovo distretto sanitario, come chiesto dal Comune.
Per il giudice gli atti prodotti hanno attestato «che la predetta autorizzazione intervenuta da parte degli uffici del demanio competenti a rilasciarla già in data 9 giugno 2011 in sede di conferenza di servizi».

GLI SCENARI – Una lite che potrà durare anni Il rischio è la paralisi dei progetti

E ora che cosa succederà per il Lido? «Teoricamente nulla – spiega il sindaco Giorgio Orsoni – i soldi rimangono bloccati, noi non possiamo incassare ma neppure dobbiamo restituire, e questo è un punto importante. La situazione è insomma congelata».
Il sindaco si gode al momento la conquista del round e anche qualcosa di più. «Quello che è scritto nell’ordinanza – aggiunge – sembra anticipare un giudizio anche per un’eventuale causa di merito, per cui al momento siamo abbastanza tranquilli».
Le bocce rimangono ferme e al momento non c’è la prospettiva a breve di un accordo, dal momento che Est Capital ha annunciato che impugnerà questa ordinanza.
Il punto fermo è che oggi come oggi il contratto è pienamente valido ed efficace.
«Ci sono varie possibilità – ipotizza il sindaco – chiedere alla società di eseguirlo e quindi proseguire per la vecchia strada. Ma un contratto si può anche risolvere oppure si può aspettare cosa dirà il giudice al termine di una causa. C’è infatti lo spazio per una causa di merito e questa, come è noto, potrebbe durare in eterno».
L’intenzione del Comune sembra essere quella di trovare un punto di incontro per una qualche soluzione ragionevole.
«Credo che sia interesse di tutti – taglia corto – risolvere la situazione in modo ragionevole e con tempi ragionevoli. Ma credo anche che, a questo punto, sia più interesse loro arrivare ad una ricomposizione».
Il Comune, in un certo senso, torna ad avere il coltello dalla parte del manico, nel senso che ha i soldi in deposito e ha anche l’immobile. Tuttavia, tutto ciò ha un prezzo molto alto.
«Per il Comune la situazione è grave perché tiene bloccata la riqualificazione di una parte importante dell’isola. Tuttavia, la vicenda ex ospedale al Mare va letta in maniera disgiunta da a quella del palazzo del cinema, per la quale abbiamo imboccato una strada diversa».
Con la delibera per il riconoscimento della “zona di degrado” tra Casinò, palacinema e palagalileo, il Comune ha disgiunto i destini dell’ospedale da quelli della Mostra del cinema e del futuro congressuale dell’isola dopo il fallimento della gestione statale che ha portato al famoso “buco”.
«Non è detto – conclude – che questa strada porti alla costruzione di un nuovo palazzo del cinema, ma potrebbe portare invece a una ricomposizione architettonica dell’esistente per rendere più utile, gradevole e funzionale l’area non solo per la Biennale ma per tutti i cittadini».        M.F.

La società di Mossetto: «Faremo ricorso»

(l.m.) «Provvedimento totalmente errato ed ingiusto». Così Est Capital Srg commenta il pronunciamento del Tribunale Civile di Venezia, appena uscito. I privati preannunciano però che non si arrendono. Entro quindici giorni, attraverso gli avvocati Alfredo Bianchini e Alfredo Biagini, presenteranno formale ricorso contro l’ordinanza emessa dal giudice Manuela Bano. La posizione della cordata padovana, presieduta dal professor Gianfranco Mossetto, arriva sintetizzata in un comunicato di poche righe, da cui, però traspare una grande delusione. «Est Capital – si legge nella nota – proporrà reclamo nelle competenti sedi giudiziarie per ottenerne la completa riforma». Si conclude così, con una prima vittoria del Comune, il contenzioso giudiziario avviatosi nel giugno scorso quando, per la prima volta, i privati manifestarono l’intenzione di defilarsi dalla compravendita dell’ex ospedale al mare al Lido. Un affare da 61 milioni di euro, in cui, sono compresi, oltre la riconversione ad uso turistico del vecchio nosocomio, anche la realizzazione di un porto turistico, tra i più grandi d’Europa a San Nicolò, uno stabilimento balneare privato, con il relativo abbattimento del monoblocco, dopo aver realizzato una nuova sede per il distretto sanitario. Alla delusione dei privati fa da contraltare la grande soddisfazione di Cà Farsetti. «Una soddisfazione enorme – dice il vicedirettore generale del Comune di Venezia, Luigi Bassetto, che ha seguito, passo dopo passo, l’intera vicenda – al di là dell’esito finale, significative sono le motivazioni della sentenza».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui