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Lido, il giudice civile dà ragione al Comune. «I ritardi? Colpa di Est Capital» La Finanziaria: «Una sentenza errata e ingiusta. Faremo ricorso in appello»

I soldi dell’Ospedale al Mare restano al Comune. La colpa dei ritardi nelle autorizzazioni non è da attribuire a Ca’ Farsetti ma alla società acquirente che ha presentato in ritardo le richieste. Il Tribunale dà ragione all’amministrazione comunale, patrocinata dall’avvocato civico Giulio Gidoni, e nega a Est Capital la restituzione dei 31,6 milioni di euro versati come acconto per l’acquisto dell’ex ospedale del Lido. Primo round al Comune, dunque. Ieri il giudice civile Manuela Bano ha depositato l’attesa sentenza sul ricorso presentato dal Comune. Provvedimento cautelare d’urgenza, a cui dovrà fare seguito la causa di merito. Ma intanto il Comune segna un punto importante. E adesso per la nuova trattativa con la finanziaria l’amministrazione pubblica parte da un punto di forza. Nell’ordinanza il giudice definisce infondate le motivazioni addotte dalla finanziaria padovana, tutelata dagli avvocati Alfredo Biagini e Alfredo Bianchini. Nel giugno dello scorso anno, la richiesta di annullare il contratto preliminare di acquisto e di rientrare in possesso delle somme versate era stato motivato da Est Capital con i «ritardi nelle autorizzazioni ad opera del Comune». In sostanza la società reclamava il diritto di stracciare il contratto perché le autorizzazioni non erano state consegnate nei tempi previsti. Il giudice ricorda «la tardiva consegna da parte di Est Capital del progetto di bonifica e la mancanza del progetto costruttivo, prodromici al rilascio dei permessi». Dunque, scrive il magistrato, «il mancato rispetto dei termini da parte del Comune invocato da Est Capital ai fini della presente fase cautelare non trova pregio». In sostanza, la responsabilità è dei privati. Perché anche l’autorizzazione alla demolizione del Padiglione Rossi era stata rilasciata «in sede di Conferenza dei servizi il 9 giugno 2011». Più in generale il giudice ribadisce che in caso di contratti sottoposti a condizione sospensiva, come appunto quello tra Est Capital è il Comune, non si può dar luogo a risoluzione per inadempimento, ma solo se una delle parti non osserva i «doveri di lealtà e correttezza», come previsto dall’articolo 1358 del codice civile. Una sentenza in qualche modo attesa e auspicata dal Comune e dal sindaco avvocato Giorgio Orsoni che ribadisce come si sia dimostrata la correttezza dell’operato del Comune. Ma ha provocato la dura reazione della finanziaria, che annuncia ricorsi. «Est Capital esprime la convinta opinione che questo provvedimento sia totalmente errato e ingiusto», si legge in una nota, «e conseguentemente proporrà reclamo nelle competenti sedi giudiziarie per ottenerne la completa riforma». La parola passa adesso alla Corte d’Appello. E i tempi si allungano. Intanto in primo grado il giudice ha anche condannato la finanziaria al pagamento delle spese (2500 euro), disponendo che la somma di 31,6 milioni di euro resti depositata presso la tesoreria della Cassa di Risparmio ma con «vincolo di indisponibilità da parte del Comune». In sostanza per avere una decisione si dovrà attendere la pronuncia nel merito del Tribunale. Nel frattempo Est Capital, già bisogniosa di liquidità per portare avanti le operazioni di restauro dell’Excelsior, Des Bains e Lungomare, si vede congelati 31,6 milioni di euro. Una vicenda che potrebbe influire pesantemente sugli equilibri finanziari della società padovana presieduta da Gianfranco Mossetto. Che ora annuncia battaglia.

Alberto Vitucci
 
Vendita della struttura sanitaria, pasticcio infinito iniziato nel 2008

Un pasticcio quasi pari a quello del Palazzo del Cinema. Cominciato proprio per finanziare la grande opera necessaria allo sviluppo del Lido. Dopo aver acquistato per 28 milioni di euro l’Ospedale al Mare dismesso dall’Asl 12, il Comune lo ha messo in vendita alla somma di 65 milioni. Nel frattempo è stata approvata la Variante urbanistica che consente di realizzare nell’ex area sanitaria casette, centri benessere, alberghi, negozi. Centro turistico-commerciale con concessione della spiaggia annessa e nuovo porticciolo da mille posti barca a San Nicolò. Progetti approvati con poteri straordinari dal commissario del governo Vincenzo Spaziante. Unica partecipante alla gara la finanziaria Est Capital sgr, con la società Real Venice 2 di cui sono azionisti Mantovani, Condotte e Fincosit, le imprese del Mose.

(a.v.)

 

 

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