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Gazzettino – Da Baita 2 milioni alla rivista “Il Punto”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

mar

2013

FINANZIAMENTI – Piergiorgio Baita avrebbe pagato la rivista per avere informazioni sulle indagini a carico delle sue società

VENEZIA – La scoperta della Guardia di Finanza analizzando la documentazione sequestrata

Secondo l’ex consulente della Mantovani, Mirco Voltazza, la pubblicazione era legata ai servizi segreti

Oltre due milioni di euro in due anni. A tanto ammontano le fatture che le società del gruppo Mantovani risultano aver pagato alla rivista online “Il Punto” tra il 2011 e il 2012. Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Venezia analizzando la documentazione sequestrata nei giorni scorsi, nell’ambito delle indagini sulle false fatturazioni milionarie contestate all’allora presidente della società di costruzioni, Piergiorgio Baita, e sugli accertamenti relativi a presunte attività di depistaggio delle indagini.
La consistente somma di denaro versata alla rivista viene giustificata con la motivazione “sostegno finanziario” e gli investigatori si domandano per quale motivo un gruppo importante come la Mantovani abbia investistito così tanti soldi in una pubblicazione non particolarmente conosciuta, né diffusa. Una chiave di lettura è quella offerta dall’ex consulente della Mantovani, il padovano Mirco Voltazza, il quale ha raccontato «che la rivista “Il Punto” oltre ad essere un giornale era un’agenzia dei servizi segreti che a loro volta finanziavano il giornale in caso di difficoltà». Prima di parlare de “Il Punto” Voltazza ha ammesso di aver ricevuto a sua volta ingenti somme di denaro dalla Mantovani, attraverso la sua società, “Italia Service”, con l’incarico di «anticipare eventuali aggressioni da parte delle forze dell’ordine e magistratura, concedendo all’azienda i tempi di attivazione dei diversi piani di gestione della crisi».
Fin dal 2010 Baita sapeva che la Finanza aveva avviato una verifica fiscale sul suo gruppo e per questo avrebbe incaricato Voltazza di mettere in atto una sorta di attività di “controspionaggio” per ottenere informazioni in merito all’andamento dell’inchiesta e fare pressioni affinché si risolvesse per il meglio. Ed è proprio nell’ambito di questa attività che Voltazza riferisce di essere entrato in contatto con “Il Punto”, in particolare con il suo direttore editoriale, Alessandro Cicero, il quale gli avrebbe presentato un suo collaboratore, tale Enzo Manganaro, ex carabiniere «a suo dire collegato con i servizi». E sarebbe stato proprio Manganaro a prospettare al direttore finanziario della Mantovani, Nicolò Buson, la possibilità di «risolvere i problemi con la magistratura e la Guardia di Finanza con il pagamento di 200.000 euro in luogo dei 100.000 pagati fin allora perché altrimenti “sarebbe stata la fine”». Lo stesso Buson avrebbe successivamente confermato a Voltazza di aver versato «importanti somme al Manganaro per sistemare le cose».
Durante le perquisizioni a “Il Punto” sono stati sequestrati anche documenti provenienti da uffici giudiziari che ora sono al vaglio del pm Stefano Ancilotto. Il direttore della rivista ha spiegato che si tratta di materiale del tutto lecito, detenuto per motivi giornalistici. Ma il racconto di Voltazza, riscontrato da altre testimonianze, e quelle ingenti somme di denaro in apparenza senza spiegazione, sono ritenuti sufficienti agli inquirenti per approfondire gli accertamenti.

 

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