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CA’ ROMAN – Vittoria al Consiglio di stato per i comitati ambientalisti a proposito della realizzazione di villette nell’area considerata oasi naturalistica del Wwf

PELLESTRINA – Il Consiglio di stato capovolge la posizione assunta dal Tribunale del Veneto

Villette nell’oasi bloccate a Roma

Stop al progetto che prevede la realizzazione di bifamiliari in una proprietà privata

Il Consiglio di Stato accoglie la richiesta di sospensiva di Italia Nostra e del Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido, sui lavori e le villette previste nell’oasi di Ca’ Roman a Pellestrina. Dunque le ruspe non potranno, per il momento, entrare in azione. La società “Ca’ Roman Srl” proponente dell’intervento è costretta a congelare il progetto. La sentenza è stata pronunciata dalla quarta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Marzio Branca e ha rovesciato il pronunciamento del Tar del Veneto che, in prima istanza, aveva dato torto alle istanze degli ambientalisti. Italia Nostra non si è arresa e, nel gennaio scorso, ha impugnato la sentenza del Tar Veneto, con un ricorso patrocinato dall’avvocato Paolo Mantovan, per il quale le associazioni si sono mobilitate con una raccolta di fondi per avere i soldi necessari e proseguire la battaglia legale. Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva degli ambientalisti, riconoscendo che, qualora fossero partiti i lavori, vi sarebbe potuta essere una modifica irreparabile dei luoghi. In particolare l’attenzione si è rivolta su 11 villette bifamiliari, su una quarantina di nuove edificazioni, che stando al progetto verrebbero costruite in un’area vergine, mai oggetto, fino ad oggi, di nuove edificazioni. Accogliendo l’istanza di sospensiva i giudici romani hanno rimandato ancora al Tar del Veneto la discussione nel merito della vicenda. Nella sentenza, però, agli ambientalisti è rimasto l’onere, per aver perso in prima istanza, del pagamento delle spese legali sostenute nel primo grado di giudizio per circa tremila euro, a cui cittadini e comitati dovranno far fronte. «È ovvio che, dopo questo pronunciamento della magistratura bloccheremo il Piano – commenta l’assessore all’urbanistica, Ezio Micelli – ma non si tratta di una bocciatura. Sicuramente i tempi si allungheranno. Ma parliamo di un progetto all’interno di un’area privata, non pubblica». «Siamo ben consapevoli – annota Federico Antinori degli ambientalisti – che questa sentenza non significa che i lavori non si faranno più. Ma senza questo pronunciamento, i lavori e le ruspe avrebbero potuto entrare in azione anche domani. Siamo, perciò, molto soddisfatti del risultato raggiunto, il cui merito fondamentale va attribuito ad Italia Nostra». Soddisfazione anche per il consigliere comunale Nicola Funari che ha ricordato, il primo a proporre nel 2012 la bocciatura del progetto. E in serata è intervenuta Italia Nostra con la presidente Lidia Fersuoch: «Accogliamo con soddisfazione – dice – questa decisione. Ci auguriamo pertanto di poter garantire la preservazione del luogo non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche della memoria storica».

 

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