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L’accusa: troppi incarichi. E spunta l’intervista del dirigente alla rivista sotto inchiesta perché finanziata da Mantovani

VENEZIA – Una decina di portavoce degli oltre cento comitati veneti per la tutela dell’ambiente, coordinati a livello regionale da AltroVe, si è incontrata ieri a Palazzo Badoer, a Venezia, per evidenziare in relazione alla Regione la forte criticità «della mancanza di programmazione e della distorta modalità della pianificazione territoriale ed urbanistica», messa in luce dalle indagini in corso sulla galassia Mantovani.

«Baita – si legge nel comunicato diffuso – è diventato il promotore quasi esclusivo delle principali opere pubbliche durante la presidenza di Galan ma anche durante quella di Zaia».

In particolare i comitati si sono soffermati su alcuni progetti ritenuti di dubbio interesse pubblico che riguardano alcune infrastrutture stradali come la Gasparona (la futura Pedemontana), il Progetto Tangenziali Venete, la Meolo-Jesolo, la Transpolesana, il Grap, la Orte-Mestre e la Valsugana. I comitati mettono in discussione la modalità del project financing, ritenuta a rischio zero per il privato e alto per il pubblico.

«Nel caso delle infrastrutture stradali – ha spiegato Carlo Costantini di AltroVe – il privato, presentato sempre come benefattore che regala posti di lavoro, propone un progetto che sembra non ricadere sulla cittadinanza, come la realizzazione di un’autostrada. Siccome l’opera costa si assicura ai finanziatori che i soldi messi a disposizione verranno recuperati nel corso degli anni con il pedaggio, calcolato in base al presunto flusso di traffico. Se però il traffico cala e la somma nel giro degli anni prestabiliti non viene raggiunta, la Regione dà la garanzia di colmare il buco con soldi pubblici».

Le opere citate prevedono la privatizzazione di tratti già esistenti che ora sono gratuiti. Un sistema che per i comitati non funziona già dai tempi di Galan, come dimostra il Piano territoriale regionale di coordinamento, fatto senza prendere in considerazione la valenza paesaggistica del progetto e «accentrato» nella segreteria regionale per le Infrastrutture diretta da Silvano Vernizzi che è, inoltre:

«presidente delle commissioni di valutazione (Vas, Via, Vinca), vicepresidente del Nucleo di Verifica degli Investimenti Pubblici (Nuv) e ad di Veneto Strade».

Nei giorni scorsi la Regione ha costituito una commissione d’inchiesta per valutare la modalità di conduzione dei lavori pubblici in Veneto.

«Proprio perché sembra che la Regione indaghi se stessa – concludono i comitati – vogliamo incontrare i capigruppo del Consiglio Regionale e fare tre richieste: che alcuni rappresentanti dei comitati partecipino alla commissione, che si sospendano i progetti realizzati con il project financing e che si faccia chiarezza sui troppi incarichi all’ingegner Vernizzi e dell’evidente conflitto di interesse».

I comitati hanno espresso quindi grande preoccupazione per il project financing e hanno consegnato il link di un’intervista a Vernizzi su project financing e Pedemontana alla rivista «Il Punto» (http://www.ilpunto.it/attualita/item/4243-superstrada-pedemontana-lintervista-silvano-vernizzi.html), coinvolta nelle indagini su Mantovani perché finanziata da Piergiorgio Baita che, secondo gli inquirenti, così voleva ottenere informazioni sulle indagini a suo carico. L’intervista è del 27 dicembre 2012: Vernizzi, come commissario alla Pedemontana (un’opera seguita dal consorzio Sys e non dalla Mantovani), rispondeva alle domande sulla situazione dei cantieri e sui finanziamenti.

Vera Mantengoli

 

94,5LA PEDEMONTANA VENETA È L’ULTIMA GRANDE OPERA DECOLLATA CON IL PROJECT: SI TRATTA DI UNA AUTOSTRADA DI 94,558 KM CHE COLLEGHERÀ BRENDOLA NEL VICENTINO CON VILLORBA NEL TREVIGIANO. SARÀ OVVIAMENTE A PAGAMENTO. IL COSTO DELL’OPERA È STIMATO IN 2130 MILIONI DI EURO.

10 LE GRANDI OPERE CHE ATTENDONO DI DECOLLARE IN VENETO SONO STIMATE IN 10 MILIARDI DI EURO: LA LISTA COMPRENDE LA NOGARA MARE, LA TREVISO MARE, LA NUOVA ROMEA, IL TRAFORO DELLE TORRICELLE A VERONA, IL GRA DI PADOVA, LA VALDASTICO NORD, LA VALSUGANA, IL NUOVO OSPEDALE DI PADOVA E L’ALTA VELOCITÀ FERROVIARIA.

 

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