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Gazzettino – Mainardi: Tav modello Nordest

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

mar

2013

FERROVIA – Per il commissario straordinario della tratta Veneto-Friuli non è solo «questione ideologica»

«Alta velocità strategica, ma in questo momento di crisi non ci sono fondi, meglio potenziare l’esistente»

«Motivi ideologici. Ma nessuno sposta il discorso sul problema della carenza di finanziamento». E così, spiega Bortolo Mainardi, commissario straordinario per l’alta velocità ferroviaria nel Nordest, «si continua a parlare e ancora parlare accapigliandosi e perdendo, è il caso di dirlo, tutti i… treni». Invece c’è un “modello Nordest”, realista e quindi concretizzabile: quello di andare con i piedi di piombo, partendo, intanto, dall’ammodernamento del sistema ferroviario esistente e poi, quando sarà opportuno, intraprendere la strada dei mega progetti.
Mainardi, lei sta portando avanti l’idea di potenziare la rete esistente: lo ha scritto al governatore Zaia e al ministero. All’estero non si discute e si passa al fare, mentre in Italia c’è un super-ingorgo dialettico.

«Tra le criticità sui tracciati in progetto, c’è l’insuperabile ostacolo dei costi previsti. Costi che non interessano solo la linea Venezia-Trieste ma tutti i progetti sul Corridoio Mediterraneo n°3, dal confine francese a quello sloveno».

Criticità che lei denuncia da tempo.

«Anche di fronte alla crisi economica in atto, è tra i miei compiti sottolineare e proporre alla responsabilità della politica delle soluzioni alternative alle progettazioni oggi troppo onerose. Basta poi un po’ di semplice buon senso per concordare di mettere “a nuovo” le linee ferroviarie esistenti sottoutilizzate per aumentare la velocità, quindi la migliore fruizione domani dei passeggeri, dopodomani delle merci».

Quale idea ha in mente?

«Non spetta a me dire se e quale tracciato del Tav è o meno prioritario, e rispetto a che cosa. Spiace però registrare ancora oggi che, solo in Italia, non si riesce a porre fine a questa contrapposizione, non tecnica e di programmi strategici sulla mobilità, ma tutta ideologica–partitica come in Val di Susa su un tema invece importante e delicato come quello dei tracciati europei per i treni ad Alta Velocità».

I “no Tav” sono un fenomeno prettamente italico.

«Sulla vicenda della Torino–Lione, mi limito a dire che, mentre in tutta Europa si continua ad investire sulle moderne infrastrutture ferroviarie, e si stanno bucando le Alpi con sei tunnel per un totale di 221 Km, in Italia da oltre un decennio non si riesce a trovare un punto di equilibrio di condivisione per la modernizzazione dei 68 Km fino a Susa e sul tunnel transnazionale di 57 Km».

È utile l’alta velocità per l’Italia?

«Oggi è un ottimo servizio. I treni sulle linee Milano-Venezia, Padova–Bologna–Firenze–Roma–Napoli viaggiano con una media di 160 Km orari e punte di 250-300 Km. È ormai l’alternativa all’aereo (dal 2008 la Malpensa ha perso 2 milioni di passeggeri su Roma), è un servizio indispensabile e utilizzato da milioni di cittadini».

E invece si parla, si parla…

«Bisogna che su progetti così importanti e decisivi per il futuro della mobilità in Europa e in Italia, si parli con cognizione di causa, con competenza e non con sommarie informazioni talvolta influenzate da interessi di parte politica o da convenienze di lobbies economico-finanziarie».

Intanto al Nord delle Alpi, si va avanti.

«I corridoi ferroviari Adriatico–Baltico e Madrid–Budapest sono da migliorare e velocizzare per i passeggeri e prepararli per le merci. Non è vero che non sono strategici. Anche l’autostrada del Sole, avviata nel 1956 non era considerata né prioritaria né strategica, poi si è visto com’è andata».

I corridoi europei sono efficaci?

«I corridoi europei e/o i progetti prioritari delineati negli anni Novanta subito dopo l’istituzione del mercato unico, dovrebbero essere rielaborati identificando soprattutto un nuovo “core network”, dopo quanto affermato anche dalla Corte Europea nella Relazione Speciale (2010) e cioè di come le prestazioni dei previsti corridoi non siano ancora oggi all’altezza delle aspettative e di come nessuna delle tredici Tratte Ferroviarie previste sia oggi funzionante al traffico misto passeggeri/merci».

“No Tav” a parte, cresce tra i partiti ostilità all’alta velocità.

«Sono a favore dei treni alta velocità per passeggeri oggi e per le merci domani come previsto dai Progetti Europei. È sui costi dei nuovi tracciati che ho sollevato perplessità e critiche, proponendo invece il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti con il loro futuro potenziale quadruplicamento».

 

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