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Nuova Venezia – L’inchiesta Mantovani

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

mar

2013

«Il Punto? Pensavo fosse un giornale dei comitati locali»

Vernizzi e l’intervista al giornale finanziato da Baita. Intanto dissequestrato appartamento del padovano Buson

VENEZIA – Il Tribunale del riesame di Venezia, così come aveva fatto per Piergiorgio Baita, ha annullato l’ordinanza con cui il giudice aveva sequestrato l’appartamento di Padova di proprietà di Nicolò Buson, il responsabile amministrativo in carcere per associazione a delinquere e frode fiscale. Intanto, Silvano Vernizzi, segretario generale alle Infrastrutture della Regione e Commissario di numerose grandi opere pubbliche venete spiega la sua intervista al settimanale on line «Il Punto» di Roma, che Baita avrebbe finanziato con oltre due milioni di euro in poco più di un anno, dal 2011 al 2013, per ottenere informazioni di prima mano sulle indagini in corso sulla Mantovani grazie a uomini dei servizi segreti all’interno della rivista.«Certo ho dato quell’intervista», sostiene Vernizzi, «perchè io rispondo a tutti i giornalisti e come lo sto facendo adesso con lei l’ho fatto allora con la giornalista de “Il Punto”». Si tratta di un articolo comparso on line il 27 dicembre dello scorso anno, l’argomento era la Pedemontana. «Tra l’altro, visto il tenore delle domande», aggiunge il Commissario alla Pedemontana, «credevo che si trattasse di una pubblicazione molto vicina ai Comitati veneti per la tutela dell’ambiente, che combattono le opere pubbliche di cui mi occupo. Non solo non sapevo che il giornale fosse finanziato dalla Mantovani, come ho appreso in questi giorni leggendo i vostri articoli, ma neppure ne avevo mai sentito parlare». Vernizzi, infine, ricorda che la maggior parte delle domande riguardavano la Pedemontana, una gara d’appalto che il consorzio d’imprese al quale apparteneva la «Mantovani» di Baita aveva perso, visto che se l’era aggiudicata il consorzio concorrente. A presentare il ricorso per il dissequestro della casa di Buson è stato il difensore, l’avvocato Fulvia Fois. Nel dissequestrare i beni di Baita avevano scritto come«la Cassazione abbia chiarito che il sequestro preventivo debba riguardare beni per un valore pari al solo “profitto del reato”, pari all’imposta sui redditi evasa. In questo caso, aveva chiarito il Tribunale, l’aliquota Ires (variabile tra il 27,5 e il 33%), più la sanzione prevista sull’imposta evasa, pari al 100%. Un ammontare pari a circa 6 milioni, dunque, sui quasi 9 precedentemente bloccati. Inoltre, sul provvedimento andava indicato il valore dei beni immobiliari sequestrati.

Giorgio Cecchetti

 

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