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CASTELFRANCO – All’asta la zona individuata dal Pd per far partire il progetto di “città intelligente”

MOBILITAZIONE POPOLARE – Veementi proteste degli abitanti: temono l’insediamernto di una cartiera

L’area comunale tra via Sile e via Lovara al centro di polemiche a novembre scorso tra qualche settimana potrebbe finire di nuovo all’asta. E c’è una nuova mobilitazione. Il timore è sempre lo stesso: la possibilità che ci possa andare una cartiera. Per pensare ad un futuro alternativo per quell’area è stato creato un laboratorio creativo legato allo sviluppo delle smart city. Castelfranco può diventare smart, una città intelligente? Come? Il laboratorio è stato attivato per capire se sono praticabili progetti che possano andare in questa direzione. E la zona in cui si concentrerà l’attenzione è appunto il terreno comunale tra via Sile e via Lovara messo all’asta a novembre scorso per il quale si è sollevato un polverone dato il timore che ci venisse insediato lo stabilimento per lavorare carta. Cosa significa smart city? Si tratta di un ambiente urbano che agisce attivamente per migliorare la qualità della vita dei cittadini, grazie anche all’utilizzo di nuove tecnologie per la comunicazione. Lo spazio potrebbe appunto prestarsi per qualcosa di nuovo, che cambi veramente la vita dei castellani in modo positivo. Lo spunto per la creazione del nuovo laboratorio è stato offerto dall’incontro svoltosi di recente nella sede del Pd in via Matteotti.
A far da relatore c’era Ricardo Stocco (Territorial Living Lab). È possibile cominciare a pensare a Castelfranco e alla castellana in quest’ottica? Castelfranco può diventare una città intelligente? Ci si chiedeva alla vigilia dell’incontro. Le possibilità ci sono, si tratta di saperle cogliere.
«Ci sono diversi bandi europei per rendere le città sostenibili e smart – spiega Alberto Scapin, vicesegretario del Pd- Al momento è prematuro dire che cosa si può fare a Castelfranco. Ma vogliamo iniziare a parlarne. Per questo si apre un laboratorio di progettazione, ne potranno far parte professionisti e semplici cittadini per apportare il loro contributo. Ci sarà una progettazione partecipata mediando tra le richieste dei cittadini e l’amministrazione».
Salvaguardare la zona tra via Sile e via Lovara rappresenta un’opportunità importante secondo i promotori dell’iniziativa. «Sarà la prima zona su cui si inizierà a lavorare – dice ancora Scapin – Sarà il primo tentativo di far arrivare all’amministrazione una proposta che venga dal basso». Chi fosse interessato può mandare una mail all’indirizzo pdcastelfranco@gmail.com.

Quasi 120mila mq che porteranno alle casse comunali 5 milioni di euro

CASTELFRANCO – (mcer) Si tratta di una superficie di 119 mila metri quadrati, messa all’asta a più di 5 milioni di euro che sarebbero una bella boccata di ossigeno per il Comune guidato da Luciano Dussin.
I contestatori del progetto si erano riuniti ad ottobre sotto il nome di comitato “No Ecomostro”.
Un ruolo significativo nella mobilitazione l’aveva avuto la segreteria del Partito Democratico, ma non solo. Contro la trasformazione dell’area, diventata completamente industriale, si erano schierati altri gruppi di minoranza, che avevano pure presentato un esposto in Procura per contestare le delibere di consiglio tramite le quali si era cambiata la destinazione d’uso.
Una contestazione che aveva fatto presto a trovare l’appoggio di parecchi cittadini, tanto che in poco tempo si erano raccolte alcune migliaia di firme. Tutto potrebbe ripetersi a breve, dopo la decisione del Comune di mettere sul mercato il terreno.

 

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