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Catena umana questa mattina in piazza Brugnoli per fermare la giunta leghista.

Anche Sgarbi contro il Pat, rivolta nella rete. Appelli per uno dei borghi più belli.

ASOLO – Una catena umana, un simbolico abbraccio al cuore di Asolo per salvare il borgo dalla colata di cemento prevista dal nuovo piano di assetto del territorio (Pat), firmato dalla giunta leghista. Un piano che prevede l’edificazione di un milione di metri cubi, oltre trecentomila metri quadri, come 27 piazze San Marco, tradotto in villette fa 700, in alternativa 1000 appartamenti. Ai piedi della Rocca di Asolo, sparsi tra le colline che costituiscono un autentico paradiso verde, particolarmente caro ai veneziani, che qui mandarono in esilio Caterina Cornaro che alla Serenissima aveva portato in dote Cipro, isola che allora valeva un po’ più di oggi. Vestiti con i colori della città – il bianco e il rosso – cittadini, amministratori, rappresentanti di associazioni e innamorati di Asolo si ritroveranno stamattina in piazza Brugnoli. L’appuntamento è alle 10.30. Obiettivo: contrastare l’adozione del Pat. Mancano solo tre giorni al consiglio comunale convocato per mercoledì in cui si discuterà il documento e la mobilitazione è generale in difesa della cittadina cantata dal Bembo, Browning, D’Annunzio e Freya Stark. Tutti d’accordo: fermare la cementificazione selvaggia prevista dal nuovo piano di assetto del territorio su cui incombe l’ombra di migliaia di metri cubi di cemento che sarebbero devastanti per la bellezza e la storia di uno dei borghi più belli d’Italia. E c’è da chiedersi chi mai di questi tempi abbia capitali da investire nel mattone, ma tant’è. Per mercoledì sera a palazzo Beltramini si prospetta un consiglio comunale infuocato.

«Speriamo che qualche consigliere della maggioranza si faccia un esame di coscienza e ci pensi bene prima di votare a favore del Pat»,

sottolineano gli organizzatori della protesta

«In caso contrario raccoglieremo tutte le osservazioni dei cittadini e se sarà necessario andremo in tutte le famiglie, un porta a porta per portare le informazioni negate. Il sindaco è stato scorretto a non tenere in considerazione i suoi cittadini ed elettori: bisogna impedire che, se passerà il vaglio del consiglio, il Pat venga approvato definitivamente in Regione».

Insomma la battaglia continua. Tra i primi a esprimersi dichiarandosi scandalizzato e chiamando il ministro affinché

«intervenga per fermare lo scempio prima che sia tardi»,

Vittorio Sgarbi, critico d’arte particolarmente attento alle bellezze del Veneto. Sgarbi ha definito gli amministratori leghisti

«barbari incivili da bloccare subito».

C’è da giurare, che il grido di dolore di Sgarbi non sarà isolato, nel web si moltiplicano gli appelli, e Zaia che si dichiara paladino del territorio Veneto non potrà rimanere in silenzio.

Vera Manolli

 

  1. 1 Comment

    • Giovanni says:

      Quello che stà succedendo ad Asolo è la conferma dell’assoluta incapacità degli amministratori di capire che il mondo stà cambiando e che il loro compito è guidare il cambiamento e non opporvisi testardamente.

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