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ASOLO – Cresce di ora in ora la mobilitazione via internet contro l’approvazione del Pat che ridisegnerà urbanistica e vita della città di Asolo, almeno per i prossimi dieci anni. “In difesa di Asolo”, la petizione online lanciata dal gruppo di minoranza “Insieme per Asolo” e poi rilanciata da gruppi di cittadini, è già arrivata a quota 200 firme. E sul sito internet della Tribuna, come sulla pagina facebook del giornale, è boom di commenti e condivisioni. Dopo la firma dello scrittore Salvatore Settis contro il rischio di cementificazione selvaggia proprio ai piedi della Rocca, scende in campo anche il famoso sito “Eddyburg” che si occupa di urbanistica. Il fondatore, l’urbanista e scrittore Edoardo Salzano, ha subito accolto la petizione messa in rete già da un paio di giorni dal gruppo consiliare di opposizione. Il famoso professionista, che negli anni Ottanta è stato presidente degli urbanisti italiani, ha espresso la massima solidarietà al gruppo offrendo il suo sostegno ideale alla battaglia. Sul sito si legge infatti una frase che non lascia dubbi: «Pietà per Asolo». Nel 2008 lo stesso Salzano su commissione dell’amministrazione comunale allora in carica, aveva presentato una minuziosa ricerca sul presente del centro storico di Asolo, avanzando numerose ipotesi sul suo futuro. Da giovedì mattina è stato tutto un susseguirsi di commenti e di firme alle petizioni diffuse online. E il tam tam per raccogliere sostegno non si ferma. Un «sì» arriva anche dal coordinamento Veneto Pedemontana (CoVePa) che sul proprio sito internet ha ripreso e rilanciato l’appello “In difesa di Asolo”. Sulla scia dello slogan «basta cemento», la battaglia delle minoranze, dei cittadini e delle associazioni ambientaliste, è iniziata. Tutti, ognuno a partire dalla propria identità, sono contro la colata di cemento che potrebbe investire uno degli ultimi siti paesaggistici di alto pregio storico. Si tratta, ricordiamo, di 350 mila metri cubi di cemento: l’equivalente di 700 villette. Tutto questo è troppo per le associazioni ambientaliste e per i cittadini che, compatti, hanno deciso di dare battaglia a sindaco e assessori per evitare quello che considerano un gravissimo scempio. (v.m.)

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