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COMUNICATO STAMPA – Veneto City come Cà Roman: sia fatta la VAS!

Come nel caso delle villette di Ca’ Roman a Pellestrina, anche per Veneto City la Regione ha dato il via libera in assenza di Valutazione Ambientale Strategica, prevista per i piani e i programmi che hanno implicazioni ambientali.

A fronte delle vibrate proteste dei comitati dell’anno scorso, contro la decisione di non assoggettare Veneto City a VAS, gli amministratori di Dolo e Pianiga si sono trincerati dietro a granitici “pareri dell’avvocatura” e si sono detti certissimi della legittimità della procedura di approvazione nella “nuova città”.

Peccato che in questi giorni la Corte Costituzionale, con sentenza n. 58 pubblicata il 29/03/2013, abbia dichiarato incostituzionali proprio gli articoli della legge regionale che, in nome della “semplificazione”, hanno permesso la rapida ratifica dell’accordo di programma senza VAS, ma che oggi per la Corte Costituzionale appaiono in netto contrasto col Testo Unico Ambientale.

Le mobilitazioni, le 11.000 firme della petizione popolare e i ricorsi presentati insistono proprio sull’assoggettamento di Veneto City alla procedura VAS, a dimostrare che quanto sollevato dai comitati è assolutamente fondato.

Ci si chiede come possano i sindaci Gottardo e Calzavara dormire ancora sonni tanto tranquilli, specie se si aggiunge, come già denunciato, che uno dei soci di maggioranza di Veneto City SpA, Giorgio Baita, è tuttora pesantemente sotto inchiesta.

Visto il pronunciamento della Corte Costituzionale e finché non sarà fatta piena luce nell’inchiesta in corso, Opzione Zero ribadisce ancora una volta e con forza che l’iter di approvazione di Veneto City deve essere rimesso in discussione e venga innanzi tutto sottoposto a VAS, come previsto dalla normativa ambientale nazionale ed europea.

Le ombre su Veneto City aumentano e si appesantiscono e continuare come se nulla fosse sarebbe a dir poco immorale.

 

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