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«Senza Pat solo licenziamenti» L’assessore Dussin difende le esigenze di lavoro della Fashion Box ma la minoranza accusa la Giunta: «Scempio per il territorio»

«È urgente: bisogna adottare il nuovo Piano di assetto del territorio senza perdere tempo per evitare che un’azienda come la Fashion Box possa decidere di spostarsi altrove. Da parte nostra sarebbe scellerato rinunciare a un’opportunità del genere e, così facendo, perdere centinaia di posti di lavoro». Questo il bivio tratteggiato da Federico Dussin, vicesindaco leghista di Asolo con delega all’urbanistica, finito nella bufera per aver confezionato un Pat che secondo molti altri non è che una colata di cemento ai piedi della Rocca. Lui non ci sta e rilancia. Mettendo su un piatto della bilancia la prevista nuova zona industriale da 300 mila metri quadrati, che almeno per metà potrebbe essere ricoperta di capannoni alti 10 metri, senza contare altri 285 mila metri cubi di nuova edificabilità residenziale, ma facendo pesare sull’altro lo spettro della disoccupazione legata a un’eventuale addio dell’azienda a cui fa capo la Replay.
«Sappiamo che si è già guardata attorno – continua – e abbiamo deciso di far presto per dargli la possibilità di concentrare le attività in un unico sito». Anche se, a quanto sembra, in affitto da altre imprese già pronte a costruire. Come mai non lo si è spiegato ai cittadini con riunioni pubbliche prima del via libera all’adozione del piano, che dovrebbe arrivare nel consiglio di domani? «Perchè si sarebbero persi mesi – spiega Dussin – comunque dopo tutti verranno informati con delle lettere anche sulla possibilità di presentare osservazioni. Va ricordato, però, che il Pat è solo la previsione dello sviluppo in 10 anni, che verrà poi fattivamente regolata con i piani degli interventi».
Ma le opposizioni non sono affatto dello stesso avviso e, dopo essere scese in piazza, sono pronte a dar battaglia in aula.

«Chiederò il rinvio del consiglio perchè abbiamo avuto solo 6 giorni di tempo per studiare un piano da 1.200 pagine – annuncia Gino Gregoris, capogruppo di Progetto asolano – troverei assurdo che una maggioranza così risicata si assumesse la responsabilità di adottare un piano urbanistico del genere. Spero che qualche consigliere abbia uno scrupolo di coscienza».

Scrupolo che potrebbe far cadere il tutto. Perchè la differenza tra maggioranza e opposizione, dopo le fuoriuscite dal centrodestra, è di un solo voto. E, stando alle indiscrezioni, più di qualcuno della squadra della Baldisser starebbe già vacillando e potrebbe non dare il proprio assenso nel consiglio di domani, che si annuncia più che mai rovente. Ad accogliere i consiglieri, infatti, fuori dal municipio ci sarà una folla di attivisti del Movimento 5 Stelle.

«Non c’è stato il tempo di informare i cittadini della cementificazione selvaggia – spiegano – il gruppo Colli asolani sta cercando di rinviare la seduta. L’appuntamento, per coloro che sono contrari al nuovo Pat è per mercoledì alle 20 davanti al Comune».

E in più ci saranno anche tanti firmatari della petizione “In difesa di Asolo” lanciata sul web dalle opposizioni e raccolta da Spi-Cgil.

«È una battaglia che riguarda tutti» conclude Paolino Barbiero, segretario del sindacato che ha messo a disposizione le proprie sedi per siglare la sottoscrizione e “per bloccare questo inconcepibile sfruttamento del territorio, parteciperemo anche noi al consiglio comunale”.

La serata, insomma, sarà calda e affollata.

 

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