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Gazzettino – Asolo. Nuovo Pat battaglia in Consiglio

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

10

apr

2013

MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE – Nove contro otto: un ripensamento potrebbe far saltare la Giunta

ASOLO – Questa sera il consiglio comunale chiamato alla resa dei conti su contestato piano urbanistico

Il presidente della Provincia: «L’ambiente viene prima? Così perderete la Replay»

Duro l’ex sindaco Ferrazza: «Hanno modificato tutto, sento puzza d’interesse»

Muraro sponsor del Pat: «Scelgo sempre il lavoro»

«Si deve scegliere: o si perde la Replay o si dà una mano al lavoro». È un tragico aut aut, soprattutto nel bel mezzo della crisi, quello posto dal presidente della Provincia, Leonardo Muraro, davanti alle polemiche scoppiate attorno al Piano di assetto del territorio confezionato dalla giunta Baldisser, che per molti non sarebbe altro che una colata di cemento ai piedi della Rocca più famosa del trevigiano. Perchè oltre ai 285 mila metri cubi di nuova edificabilità residenziale, il documento prevede l’ampliamento della zona industriale della Fashion Box da 57 a 300 mila metri quadrati, consentendo alle imprese di ricoprirli per metà di capannoni alti 10 metri nei quali l’azienda entrerebbe poi in affitto. Ed è proprio su questo punto che nel consiglio comunale di stasera, chiamato a timbrare o a cestinare il piano, si giocherà la partita. «È un caso fotocopia a quelli di Colomberotto a Barcon e dell’Ikea a Casale», spiega Muraro, «se si vogliono che le aziende si allarghino creando nuovi posti di lavoro servono nuovi spazi». Peccato, però, che il piano urbanistico provinciale puntasse a sfoltire le 1.077 zone industriali della Marca, in molte parti ormai vuote, e non ad aumentarle. «Spesso non si riesce a recuperare le strutture esistenti perchè sono piccole o perchè occupate a macchia di leopardo -precisa il presidente- comunque la zona in questione nel piano provinciale è inquadrata come produttiva: il lavoro non viene prima dell’ambiente, ma le due cose devono andare di pari passo».
Non la pensano così in primis i quattro gruppi di opposizione di Asolo, che nel consiglio daranno battaglia non lasciando nulla di intentato, gli oltre 500 cittadini che in 5 giorni hanno sottoscritto la petizione online lanciata dall’ex sindaco Daniele Ferrazza, quelli scesi l’altro ieri in piazza e quelli che si sono dati appuntamento per stasera davanti al municipio, a partire dai grillini sino alla Cgil.

«Agitare lo spettro della disoccupazione è una stupidaggine»,

mette subito in chiaro Ferrazza,

«Asolo dovrebbe vivere di turismo, storia e cultura, invece questa amministrazione leghista sta distruggendo quanto costruito negli ultimi 30 anni».

Perchè le nuove cifre non avrebbero nulla a che vedere con quelle dei vecchi piani urbanistici.

«Chi afferma che è stato solo recepito il vecchio piano regolatore è un bugiardo. Ed è vero che la zona nel piano provinciale è indicata come produttiva solo grazie a una recente modifica, che a questo punto penso calcolata»,

va giù duro l’ex sindaco,

«spero che nella maggioranza ci sia un ripensamento, anche perchè la cocciutaggine di voler approvare in una settimana un piano che varrà per 10 anni puzza troppo di interessi».

E basterebbe anche un solo ripensamento, visto che 9 sono i componenti della maggioranza e 8 quelli dell’opposizione, per far saltare tutto. Non solo il piano, ma probabilmente anche la giunta guidata dalla Baldisser. Stasera la resa dei conti.

Mauro Favaro

 

L’ASSESSORE «Ma quali 30 ettari! Al massimo quattro»

ASOLO – (m.fav.) «Altro che nuova zona industriale da 30 ettari». Secondo i conti del Comune i capannoni potrebbero coprire al massimo una superficie di nemmeno 4 ettari. «Sui 300 mila metri quadrati, il Pat prevede un’area per lo sviluppo di 150 mila metri, specificano dal municipio, a questi, però, bisogna togliere il 10% di servizi, il 10% di viabilità, il dimezzamento che da statistica viene portato con il Piano degli interventi e i 22 mila metri quadrati già oggetto dell’accordo. Alla fine rimangono edificabili o realizzabili 38.750 metri quadrati». E per la giunta Baldisser neppure questi sono scontati. «Il Pat è stato copianificato con la Provincia, ricevendo pareri favorevoli anche dagli enti superiori di verifica, e non autorizza nessuna nuova lottizzazione», sottolinea il vicesindaco, Federico Dussin, «dentro a questi limiti le prossime amministrazioni potranno valutare l’opportunità o meno di procedere». Ieri, però, alla ridda di “no” si sono aggiunti pure quelli degli artigiani, dei commercianti e degli agricoltori dell’Asolano, che hanno inviato un appello alla maggioranza «per il recupero del patrimonio esistente», e pure quello di The Venice International Foundation. «Ho il cuore frantumato -chiosa la presidente, Franca Coin- il mio amore per Asolo è totale e sono pronta a combattere per l’integrità del suo territorio».

 

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