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Gazzettino – Marghera. Palais Lumiere. Il Comune frena

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 2 Comments

10

apr

2013

Nessun esproprio di terreno da parte del Comune in favore del “Palais Lumière” e neppure nessuna variazione urbanistica fino a quando non ci sarà la certezza che la torre pensata da Cardin a Marghera e alta 250 metri, non si sarà concretizzata almeno nei preliminari di vendita dei terreni.
L’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli e il direttore della Direzione sviluppo del territorio ed edilizia Oscar Girotto ieri in V commissione comunale hanno confermato la posizione “prudente” assunta dall’amministrazione comunale nei confronti del progetto dello stilista, rispondendo all’interpellanza del consigliere comunale Iacopo Molina.
Il consigliere del Partito democratico nutre infatti qualche perplessità sulle modalità di deposito e pubblicazione della proposta di accordo di programma sulla città della moda, che porterà necessariamente una variazione urbanistica. Molina chiede il riavvio della procedura di deposito per consentire ai cittadini di analizzare per bene il progetto e portare le proprie osservazioni. «È un intervento delicato – ha spiegato Molina – e impattante per l’ambiente che modificherà la situazione urbanistica della città. Non si può eludere la pubblicazione del progetto online prevista dalla legge». «Il Comune non ha mancato ai suoi doveri – ha risposto Micelli – non c’è stato alcun default sui dati pubblici comunali: l’autorità procedente è la Regione Veneto, che si è assunta l’intera responsabilità del procedimento. Comune e Provincia offrono solo un apporto a procedure di esclusiva competenza regionale, mostrando il progetto e dando informazioni ai cittadini. Ogni critica va rivolta a Palazzo Balbi».
Quanto all’affidabilità complessiva dell’operazione, Micelli ha affermato che va rapportata con la conclusione del procedimento. «Se il proponente – ha spiegato l’assessore – non procede all’acquisizione delle aree l’azione appare aleatoria. Non si può procedere a un accordo di programma se Cardin non ha tutte le aree e da parte nostra non intendiamo fare variazioni urbanistiche che possano portare come conseguenza l’esproprio dei terreni non comunali. Prudente è pure la commissione Vas regionale: per la l’approvazione del progetto vuole prima la valutazione ambientale».

  1. 2 Comments

    • Gian paolo says:

      Il Palais Lumiere, studiando bene il progetto e le simulazioni fotografiche, mi pare che abbellirà notevolmente quella orribile città che oggi è Mestre (tra l’altro basta poco per riuscirci), non si vedrà da Venezia nè più nè meno delle orribili ciminiere e degli impianti industriali di Porto Marghera, sarà un esempio per tutto il mondo di corretta gestione delle energie rinnovabili a “zero emissioni” che consentiranno la quasi autosufficienza energetica termica senza uso di petrolio nè gas nè energia elettrica, porterà lavoro per 4 anni a chi non ce l’ha e farà lavorare le imprese venete per circa 1,5 miliardi di € (sono previste circa 10.000 persone impiegate per 4 anni) e una volta realizzato creerà molte occasioni di sviluppo e nuove idee per i nostri giovani, oltre a fare da richiamo mondiale come esempio di edilizia virtuosa e eco-sostenibile dal punto di vista energetico. Lo vogliamo fare o no???? Se qualcuno dice di no dovrebbe dire anche il perchè!!! Ma seriamente e con dati incontrovertibili, si tratta di un’opera troppo importante per liquidarla con superficialità. Importante per il Veneto e i veneti prima di tutto!!!

    • redazione says:

      Per Gian Paolo: Su altri articoli di giornali (che puoi trovare cliccando questo link http://www.opzionezero.org/tag/palais-lumiere/ ) trovi i “perché” di chi dice no.
      Il “punto” è comunque un altro: l’assenza di una pianificazione urbanistica del territorio. Dobbiamo sempre decidere su scelte fatte da altri. Non è stato fatto inoltre uno studio sulle eventuali ricadute negative sulla città di Mestre dopo la realizzazione di quest’opera.

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