Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

APPELLO ALLA REGIONE

I sindaci dei Comuni trevigiani e veneziani interessati dalla «Trasversale in Veneto» tornano a invocare l’intervento della Regione. I primi cittadini ieri si sono incontrati a Volpago del Montello per decidere come rispondere all’ultima lettera di Terna col solito aut-aut: si comunica che la concertazione con gli Enti locali sulla linea da 380 kV si concluderà a giugno e che chi non firmerà l’accordo non beneficerà degli interventi di demolizione delle vecchie linee e si ritroverebbe comunque la nuova, che sarebbe avviata in autorizzazione entro fine 2013. Un’ennesima «minaccia» che ha destato le dure reazioni dei sindaci che ieri si sono riuniti.

«Abbiamo ribadito la posizione di sempre: la Regione deve scendere in campo e sedersi al tavolo accanto ai Comuni, che non possono restare soli su tale infrastruttura. Non possono essere tutti latitanti. La Regione, non Terna, dev’essere il nostro interlocutore»

ribadisce Giovanni Brunello, sindaco di Martellago, che sarebbe attraversato nella zona nord, tra via Cà Nove e Mezzaluna. Il sindaco di Volpago, Roberto Toffoletto, si è dunque assunto l’impegno di inviare una lettera di sollecito all’assessore regionale all’Energia, Massimo Giorgetti.

«Il nostro territorio in questi anni ha già dato: Passante, casello, viabilità complementare: no ad altre ferite, a meno che Terna non interri l’opera»

incalza Brunello. In linea Giovanni Battista Mestiner, il sindaco di Scorzè, uno dei comuni più colpiti dal tracciato del nuovo elettrodotto, che ieri non ha potuto partecipare alla riunione perché impegnato a Roma per un’altra battaglia dei sindaci, quella contro la Tares, ma che ha delegato a rappresentarlo il collega Brunello.

«Terna può dire ciò che vuole: è come se fosse nulla, non è un Ente pubblico. Dev’essere la Regione, più che a trattare con noi, a dire se questo elettrodotto è strategico per lo sviluppo e a decidere cosa fare: allora ne discuteremo. Finora però non lo ha fatto e dubito che in questo momento di crisi sia riconosciuta una priorità investire milioni per un nuovo elettrodotto».

(N.Der.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui