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La difficile scelta di scendere a patti

ASOLO – Assieme al congelamento del contestato nuovo piano urbanistico, ieri ad Asolo è andato in scena uno psicodramma in salsa padana. Dopo una settimana a testa bassa, nonostante le critiche al progetto confezionato dalla giunta Baldisser, la maggioranza leghista è scesa a patti con le opposizioni solo alla fine di una riunione fiume con i capigruppo che ha fatto slittare l’apertura del decisivo consiglio comunale di mercoledì, chiusosi poi in un lampo con il rinvio a data da destinarsi, di oltre un’ora. E in quell’ora dietro la porta dell’ufficio del primo cittadino, con fuori oltre 200 persone a battere le mani ritmicamente per chiamare la giunta, sarebbe successo di tutto. Il vicesindaco, nonché assessore all’Urbanistica, Federico Dussin, memoria storica dell’amministrazione, ha minacciate le dimissioni in caso di bocciatura del Pat. Un rischio inaccettabile per la Baldisser. Anche perché nel frattempo in sala si vociferava di un consigliere di maggioranza pronto a chiamarsi fuori davanti a tutta quella pressione. E tanto sarebbe bastato a far cadere tutto, visto che ad Asolo 9 sono i componenti della maggioranza e 8 quelli dell’opposizione. Ad aggiungere pepe alla salsa padana ci hanno poi pensato i consiglieri fuoriusciti dalle fila della Baldisser, cioè Enrico Primon, Nico Basso e Morris Silvestrini. «Scusate, ci siamo sbagliati – hanno scritto in un manifesto messo in bella vista sui loro banchi – abbiamo capito male: invece della partecipazione dei cittadini loro avevano in mente di adottare un Pat con una zona industriale di 30 ettari con zero riunioni pubbliche». Insomma, un patatrac. Non è bastata neppure la benedizione del piano urbanistico arrivata da Muraro solo 24 ore prima. Anzi. «La vera Lega – recitava uno dei cartelli sventolati dai cittadini – non vuole queste cose». E il rinvio alla fine ha salvato capra e cavoli. Il giorno dopo Baldisser e Dussin hanno provato a moderare i toni. Adesso, però, bisognerà ripartire da zero non solo con le presentazioni pubbliche del piano ma anche con le verifiche all’interno della maggioranza.

Mauro Favaro

 

Gino Gregoris (Progetto Asolano) ricorda la prima approvazione del 2008

«Baldisser e Dussin, oggi sindaco e assessore, dissero sì al piano originale»

Un Pat lungo 5 anni: «Perchè stravolgerlo?»

Baldisser e Dussin, oggi rispettivamente sindaco e vice sindaco di Asolo, avevano approvato il documento preliminare del Pat nel 2008. Questo però, secondo quanto afferma anche il capogruppo di Progetto Asolano Gino Gregoris, è stato poi messo in congelatore e tirato fuori completamente stravolto.
All’indomani del mancato Consiglio che avrebbe dovuto dare il via libera al contestatissimo strumento urbanistico, la polemica resta accesissima. «Ad Asolo -spiega il consigliere comunale- tale documento preliminare è stato adottato con apposita delibera il 27 ottobre di quell’anno. Ed è stato un documento condiviso da tutto il consiglio comunale, di cui faceva parte anche Loredana Baldisser e Federico Dussin, e da tutta la Commissione Urbanistica di allora presieduta dallo stesso Dussin». Il documento preliminare era stato poi presentato e discusso in varie riunioni con la cittadinanza e con i rappresentanti delle varie categorie e il cui esito fece redarre un rapporto finale con conferma delle scelte e degli obiettivi indicati. «Anche la Giunta Baldisser confermava il documento preliminare con delibera del 2011 e l’assessore Dussin emanava un comunicato secondo il quale “il Pat è prossimo ad una definizione e che subito dopo l’estate ci sarà una verifica dello stato di avanzamento anche con i cittadini”. Poi,in agosto di quello stesso anno, Dussin emanava altro comunicato: “si è svolto un incontro tra il gruppo consiliare di maggioranza e i progettisti del Pat per il completamento della redazione del piano messo a punto dal vicesindaco-assessore alla Gestione e Pianificazione del Territorio Federico Dussin, condiviso dal sindaco, Loredana Baldisser e dalla Giunta Municipale”».
Dopo un anno, e non avendo più notizie, il presidente della Commissione Urbanistica Dalla Rosa sollecitava l’assessore Dussin a relazionare sul Pat, con conseguente riunione in cui, per la prima volta, veniva presentata la bozza. Che per Gregoris,e non solo, risultava difforme dal documento preliminare. «A fronte delle prime critiche -spiega ancora il capogruppo dell’opposizione- Dussin chiudeva la seduta riservandosi di riconvocarla più avanti. Alla riunione di aprile ci è stata presentata la versione definitiva da cui emergevano ulteriori difformità rispetto al documento preliminare. E l’assessore Dussin annunciava che quello era il Pat definitivo per la maggioranza e che entro pochi giorni sarebbe stato posto in adozione».
Il giorno dopo, la convocazione del consiglio per il 10 aprile: all’ordine del giorno l’adozione del Pat.

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