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Mirano. È la proposta che l’assessore Tomaello farà ai supermercati per evitare gli sprechi

MIRANO. Emergenza povertà, il Comune coinvolge gli alimentari: beni deperibili in svendita pochi minuti prima della chiusura. L’idea è venuta al vicesindaco e assessore alle politiche sociali e attività commerciali, Annamaria Tomaello, che nei prossimi giorni vedrà i titolari dei supermercati miranesi per studiare un progetto di soccorso agli indigenti. L’idea è semplice: mettere in promozione a fine giornata il cibo cotto, che altrimenti verrebbe buttato via, come prevedono le rigide norme in materia di sicurezza alimentare. Tomaello sta cercando un modo per recuperare quella grande mole di cibo preparato e cotto, venduto nei banchi alimentari dei supermercati nell’arco della giornata e poi smaltito in chiusura. Polli allo spiedo, lasagne, ma anche fondi di insaccati e formaggi freschi. Tutti prodotti che a fine giornata, se invenduti, finiscono nella spazzatura. Un vero e proprio spreco che, non certo per colpa dei supermercati, stride con il momento di crisi che colpisce tutti, soprattutto i redditi più bassi. Meglio sarebbe regalare quei cibi destinati al cassonetto. Purtroppo però riconvertire a fine giornata le eccedenze alimentari già trasformate non è possibile: le regole prevedono solo lo smaltimento. Tomaello propone allora di favorirne la vendita, mettendole in promozione a prezzi irrisori mezz’ora prima della chiusura. In questo modo, oltre a smaltire l’eccedenza e permettere ai commercianti, pur con prezzi dimezzati, di ricavarci qualcosa, il progetto favorirebbe chi è in difficoltà economica e fatica a trovare perfino i soldi per comperarsi la cena. Casi estremi? Non proprio.

«Da quando sono assessore», spiega Tomaello, «ho visto aumentare in modo vertiginoso i cosiddetti “nuovi poveri”. Famiglie, anche italiane, che non riescono ad arrivare a fine mese, perdono casa e lavoro e non sono in grado neppure di trovare i soldi per mangiare. Il Comune non riesce a far fronte a tutte le richieste di contributo e il volontariato, pur generoso, non basta. Anche i funzionari comunali, che hanno a che fare con casi del genere da più tempo di me, parlano di situazione sempre più grave».

Se il progetto prenderà piede Tomaello ha intenzione di calcare la mano:

«Anche nelle mense scolastiche o delle case di riposo viene sprecata una grande quantità di cibo», spiega, «valuteremo la possibilità di recuperare quei piatti preparati, sigillati e non consumati nelle mense che a fine giornata vengono, oggi, semplicemente gettati via».

Filippo De Gaspari

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