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VENEZIA – Due bocciature della Corte Costituzionale per altrettante leggi regionali. Con sentenza numero 64/2013 la Consulta ha giudicato illegittime le modifiche della legge regionale su “Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche”, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocatura dello Stato. Con queste la Regione Veneto puntava a snellire l’iter burocratico per i “progetti e le opere di modesta complessità strutturale, privi di rilevanza per la pubblica incolumità, individuati dalla Giunta regionale” nelle zone classificate come sismiche, eliminando per queste la procedura dell’autorizzazione a favore di un parere della Commissione sismica regionale.
Destino simile per la legge regionale 17 del 27 aprile 2012 “Disposizioni in materia di risorse idriche”. La normativa attribuiva ai Consigli di bacino il potere di approvare le tariffe (e i relativi aggiornamenti) del servizio idrico integrato. Con sentenza 67/2013 la corte Costituzionale ha dato ragione allo Stato che aveva presentato ricorso lamentando la violazione della competenza esclusiva statale in riferimento al procedimento di formazione delle tariffe idriche.

 

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