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Cinque ore senza barche private a motore (10-15) in Canal Grande e lungo il rio di Cannaregio. Elevate 14 multe per violazione del blocco alla navigazione. In circolazione solo imbarcazioni a remi.

Domenica ecologica e stop ai motori in Canal Grande per cinque ore. Ma le grandi navi passano lo stesso. Così ieri pomeriggio il «Green day» organizzato dal Comune ha avuto un epilogo inatteso. La Goletta verde di LegaAmbiente insieme a una rappresentanza del comitato «No Grandi Navi», ha accolto con fischietti e striscioni («Siete troppo grandi per la laguna») l’uscita delle navi da crociera cariche di turisti. Manifestazione pacifica e molto efficace, senza incidenti né blocchi del traffico. Ma alla fine, intorno alle 18, una flottiglia di barche di Polizia, carabinieri e Guardia Costiera ha costretto i manifestanti ad ormeggiare in Riva sette Martiri per identificarli.

La perforomance è durata meno di un’ora.

Primo «blitz», lo striscione dall’alto del campanile di San Giorgio. Poi un altro sulla grande gru del palazzo patriarcale alla Salute. Infine una piccola catena umana sul sagrato dell’isola di San Giorgio. Scritte ben visibili dai circa 3 mila passeggeri della nave «Seven seas Mariner». Alle 17.40 arriva davanti a San Marco l’ammiraglia della Msc «Fantasia». La Goletta si avvicina, i manifestanti fischiano.

I turisti salutano e da terra qualche gondoliere del Molo scuote la testa: «Certo che sono grandi, ma a noi portano lavoro… stiamo attenti a mandarle via». «Noi non vogliamo mandarle via, ma trovare una sistemazione diversa e dire stop all’inquinamento e ai danni ambientali che portano», replicano i comitati. Dal camino delle supernavi esce un fumo nero e puzzolente, che investe in pochi secondi tutta la Piazza. Combustibili «pesanti», che ancora non vengono eliminati nonostante le proteste e gli esposti.

I turisti scattano foto e chiedono: perché protestano? I comitati gridano al megafono: «Queste navi sono troppo grandi per la laguna». In qualche secondo dal Molo la sagoma di San Giorgio, chiesa e campanile sparisce alla vista, «inghiottita» dal profile dell’enorme nave in transito. Due rimorchiatori badano alla sicurezza durante la curva davanti al palazzo Ducale. E la battaglia continua.

Manifestazione epilogo di una giornata all’insegna della «mobilità sostenibile». «La strada che vogliamo percorrere è questa», dice l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, «bisogna proseguire con i motori non inquinanti, gli scafi ecologici, l’energia solare ed elettrica. Le navi? Non abbiamo la competenza su quelle acque, e poi sarebbe come pretendere che quando si ferma il traffico a Mestre si chiuda la tangenziale». «Un grande successo», commenta l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, «e l’anno prossimo faremo di più, cercheremo di coinvolgere anche la Capitaneria e il Magistrato alle Acque». Blocco del traffico privato dalle 10 alle 15 dunque, in Canal Grande e in rio di Cannaregio. 35 le multe date dai vigili urbani, di cui 14(da 50 euro) per violazione al blocco del traffico. Funzionavano regolarmente i vaporetti Actv e la stazione taxi di Rialto. Acque calme e silenzio, senza il frastuono dei motori. Alle 11 il corteo delle barche ecologiche e delle remiere. A Ca’ Farsetti, intorno a mezzogiorno, la cerimonia. «Siamo molto felici di questa partecipazione», ha detto il vicepresidente di Assonautica Sandro Schiavi, «il futuro per la nostra città è la mobilità sostenibile». L’assessore ed ex rettore di Ca’ Foscari PierFrancesco Ghetti ha ricordato insieme al direttore del Corila Pierpaolo Campostrini l’importanza del progetto di ricerca sulle Smart cities, che prevede la creazione di barche con motori elettrici e ad energìa solare. E la riduzione della pressione inquinante. Un futuro ineludibile.

Alberto Vitucci

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