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Un’isola a Malamocco, danni alla pesca: le osservazioni ambientali del Comune. E Costa va in Cina

Un impatto ambientale da valutare con attenzione. E’ molto critica la relazione tecnica integrata messa a punto dalla Direzione ambiente del Comune sugli effetti che il nuovo terminal di altura per petroli e navi portacontainer avrà sull’ambiente e sull’equilibrio lagunare. Il testo integrato alle osservazioni della commissione doveva andare ieri al voto in Consiglio comunale, ma è stato aggiornato alla prossima settimana per la mancanza del numero legale. Sotto i riflettori la nuova «grande opera» voluta dal Porto e dalla Regione, progettata dal Magistrato alle Acque. Si tratta di costruire con i fondi della Legge Speciale una grande diga foranea di 4 chilometri in mare, a 12 miglia dalla costa, e dentro banchine e approdi per megapetroliere e navi portacontainer. Obiettivo, raggiungere la quota di un milione di contenitori. E ieri il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa era a Shangai con la segretaria Claudia Marcolin per stringere nuovi accordi commerciali sui contanier. In mare ci sarà il trasbordo su chiatte, dirette a Marghera nell’area Monte Syndial, anch’essa interessata dai lavori. Risultato, a Marghera passeranno 3375 camion in più di oggi, il numero delle piccole navi in laguna passerà da 802 a 1851. Per realizzare la pipe line dei petroli saranno costruite sei isole artificiali, di cui una davanti a Malamocco. I timori espressi dai tecnici e ora messi nero su bianco nella delibera riguardano l’inquinamento e la torbidità delle acque, i danni alla pesca, l’inquinamento acustico e luminoso. E in particolare l’impatto del nuovo sistema di trasporti sull’ambiente. «Uno studio dell’Università di Padova», scrive il dirigente della Direzione Trasporti Silvia Grandese, «rileva una portata limitata degli impatti sulla viabilità regionale». «A livello locale si avrebbero invece maggiori criticità». a progettazione definitiva dovrà comunque, conclude la relazione, fornire dati più precisi sul sistema di Mobilità, in particolare nell’area Moranzani». Critiche anche sull’effetto che lavori di questa portata avrebbero sull’ambiente e le coste e sul sistema della pesca, primaria fonte di sussistenza per migliaia di pescatori veneziani e chioggiotti. Il Comune insomma non boccia completamente il nuovo terminale d’altura. Ma pone una serie di vincoli e paletti preliminari, che adesso dovranno essere discussi nell’ambito della procedura di Via (Valutazione di Imoatto ambientale). Il terminale ha un costo presunto di circa 2 miliardi e mezzo, in parte a carico dello Stato.(a.v.)

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