Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

PADOVA – La struttura sorgerà nella zona ovest della città, vicino allo stadio. Costo stimato 643 milioni

Approvato lo schema di accordo per la realizzazione dell’opera. L’obiettivo è limitare le spese della parte pubblica

La Giunta regionale ha approvato ieri lo schema di accordo fra gli enti pubblici che concorreranno alla realizzazione del nuovo ospedale di Padova, immaginato come il faro dell’assistenza e della ricerca del Veneto. Non a caso il costo stimato è di 643 milioni di euro per 970 posti letto.
Nel progetto sono coinvolti, oltre alla Regione, l’azienda ospedaliera, il Comune e la Provincia di Padova, l’Università e lo Iov, l’istituto oncologico veneto. Fu Giancarlo Galan a lanciare l’idea poco prima di lasciare la presidenza della Regione, ma questo è il primo passo concreto per la realizzazione dell’opera, prevista nella zona di Padova ovest, vicino allo stadio Euganeo. Accanto all’ospedale, secondo il progetto, dovrebbe vedere la luce un campus per la ricerca.
Come arriveranno i soldi? I tempi consigliano per un piano condiviso con i privati. Ovvero 318 milioni di euro di finanziamento statale, anche utilizzando fondi speciali Cipe “ex articolo 20″ per l’edilizia sanitaria, recentemente sbloccati. Saranno questi l’ossatura dei 410 milioni stimati come costo di costruzione, con 132 milioni per le attrezzature e l’attivazione e 55 milioni di spese generali più Iva. E i privati? Costruiranno l’opera, un investimento remunerato per 20 anni da un canone fisso e un altro legato all’affidamento in esclusiva di alcune strutture (come le lavanderie o le cucine) o materiali (come gli arredi e le attrezzature medicali).
Questo è il punto più delicato. Trovare l’equilibrio in grado di non far pagare troppo il canone per il “pubblico” e non scaricare sui pazienti il costo di alcuni servizi (ad esempio pagare un euro se si vuole vedere la televisione in camera). Allo stato attuale c’è solo una proposta presentata da due “giganti” come Bovis Lend Lease e Palladio, uniti in “Finanza e progetti”, che prevede due canoni distinti: uno fisso per 15 milioni e uno in base ai servizi erogati, di 70 milioni. Totale 85 milioni. La Regione la giudica positivamente al punto che la dichiarerà di pubblico interesse, aprendo una gara sulla base dei suoi contenuti. Ma memore di altri casi in cui è rimasta “scottata”, sta facendo pressione per riuscire a pagare meno. Ad esempio estromettendo alcuni servizi “no-core” come gli arredi o le attrezzature medicali. Non solo: al punto 7 dello schema di accordo approvato ieri si puntualizza che si analizzerà la proposta “in modo comparato rispetto ad altre modalità procedurali e finanziarie”. Come a dire: cercheremo fondi europei, chiederemo aiuti alle Fondazioni, apriremo mutui per trovare più soldi, oltre a quelli (45 milioni) previsti dalle dismissioni delle vecchie strutture, e diminuire così l’impatto del project-financing. Entro 60 giorni dalla firma dell’accordo la Regione si impegna a verificare la sicurezza idraulica del sito, mentre il Comune e la Provincia studieranno la viabilità.

 

Giancarlo Galan propose di costruire il nuovo ospedale mentre era presidente della Regione

Mestre, l’”Angelo” costò 220 milioni

Un esempio dell’utilizzo dello strumento della finanza di progetto è sicuramente l’ospedale dell’Angelo nel quartiere di Zelarino a Mestre. Costruito in quattro anni ed entrato pienamente in funzione nel 2008. È costato 220 milioni di euro, si sviluppa su nove piani (anche sotterranei) dove sono distribuite 350 camere per un totale di 700 ricoverati e 16 sale operatorie.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui