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Nuova Venezia – Commercio, gli avvocati contro la nuova legge

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

apr

2013

critiche alla regione

Gli amministrativisti del Veneto bocciano la normativa: «Invade le prerogative dei sindaci»

VENEZIA – Si sono messi in trenta, praticamente quasi tutti gli avvocati amministrativisti del Veneto, per sparare bordate contro la nuova legge regionale del Veneto sul Commercio, voluta dalla giunta e approvata il 28 dicembre dello scorso anno, ora in attesa del regolamento attuativo che dovrebbe arrivare a giorni. Non hanno risparmiato critiche, anche se il consulente di Luca Zaia e dei suoi assessori è stato un loro collega, il trevigiano Bruno Barel, che nel 2011 avrebbe ricevuto per la sua opera 20 mila euro e l’anno seguente altri 13 mila. Professori nelle Università di Venezia, Padova e Verona, e soprattutto avvocati si sono messi assieme ed hanno pubblicato un «Commento organico» e lo hanno presentato due giorni fa a Venezia. Tra loro c’è il presidente dell’Associazione avvocati amministrativisti Franco Zambelli, c’è il veneziano Alfredo Bianchini, il padovano Sergio Dal Prà, il trevigiano Alberto Borella, il veneziano Francesco Curato e molti altri. Naturalmente non poteva mancare il sindaco di Venezia, anche lui amministrativista.

«Sembrerebbe», scrive Giorgio Orsoni, «che il legislatore regionale sia stato mosso più che dall’intento di realizzare un’effettiva liberalizzazione del mercato dei servizi, dall’anelito di invadere le sfere di competenza comunale in materia di pianificazione urbanistica prima ancora che commerciale».

Ancora più critico l’avvocato Borella, che ha parlato di

mossa della Regione «gravemente lesiva delle prerogative del Comune» e di «ribaltamento del principio della priorità della materia urbanistica su quella del commercio».

Critico anche l’intervento dell’avvocato veneziano Alfredo Bianchini, il quale ha sostenuto che con questa legge è stato tradito uno dei principi che ha portato alla costituzione delle Regioni, visto che con la legge sul Commercio

il Veneto scende in campo «come organo di amministrazione, mentre fino ad ora è stato organo di indirizzo legislativo e di pianificazione».

Insomma, la Regione si trasforma «in una sorta di grande Comune». Ma su un altro punto il legale veneziano ha preso le distanze dalla scelta della giunta regionale e dal suo consulente, quello che permette alle grandi strutture commerciali di insediarsi nei centri storici.

«Ci parlano di Londra, di Berlino o di Parigi, dove vivono milioni di abitanti», ha spiegato Bianchini, «ma la realtà italiana e in particolare le città venete sono ben diverse, basta pensare a Treviso, a Vicenza».

Dove creare gli enormi parcheggi necessari si è chiesto. E ancora:

«Le piccole realtà commerciali che sopravvivono con grande difficoltà verranno immediatamente uccise»

ha ribadito. Critico pure sul linguaggio usato, a fronte di tante parole inglesi.

«Ben sappiamo che l’inglese è ormai la koinè inutilmente cercata nell’antichità. Tuttavia dobbiamo ricordare che per la legge la lingua ufficiale della Repubblica è l’italiano come pure dobbiamo ricordare che nel processo l’uso dell’italiano è obbligatorio».

Giorgio Cecchetti

 

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