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CONTINUI DISSERVIZI – La stazione “Mira-Mirano” a Marano

In centinaia bloccati a Ponte di Brenta. Alcuni studenti hanno perso gli esami

La notizia delle sanzioni comminate dalla Regione a Trenitalia e degli sconti previsti sugli abbonamenti del prossimo autunno si è diffusa rapidamente, ma per i pendolari c’è ben poco da festeggiare: continuano infatti senza sosta i disservizi sulle linee Venezia-Padova e Bassano-Venezia, con decine e decine di utenti che quasi quotidianamente si trovano a brontolare fissando un tabellone che indica soppressioni e ritardi.
Molte lamentele sono arrivate negli ultimi giorni dalla stazione di Marano (fermata Mira-Mirano), frequentata da centinaia di pendolari della Riviera e del Miranese. Se ormai i treni in ritardo sono vissuti quasi come la normalità (e pure le soppressioni capitano spesso e volentieri), i pendolari sono andati su tutte le furie mercoledì quando il treno partito alle 9.03 da Marano in direzione Padova ha dovuto fermarsi a Ponte di Brenta per un guasto meccanico. «I vagoni erano stracolmi e c’era un sacco di passeggeri in piedi. Prima siamo stati fermi dieci minuti e ci hanno chiesto di rimanere all’interno, poi ci hanno fatto scendere tutti e attendere il treno successivo per Padova, che è passato un’ora dopo e ovviamente era pure in ritardo» sottolinea Riccardo, 26enne studente miranese di Ingegneria. «Nessuno sapeva spiegarci nulla, c’erano studenti che dovevano sostenere esami e altri che avevano colloqui di lavoro o per le tesi di laurea. Il nervosismo contro Trenitalia era alle stelle» aggiunge Alberto, 28enne biologo di Dolo. Malumori analoghi arrivano pure dalle stazioni di Ballò (fermata Dolo), Salzano e Noale. Il miranese Antonio Mezzalira è uno dei portavoce dei pendolari che lo scorso gennaio hanno inviato lettere e petizioni a Trenitalia senza ottenere alcuna risposta. «Gli sconti proposti sono una bufala, una mossa politica che ci interessa poco visto tutte le ore che ci fanno perdere – racconta riportando il pensiero di molti pendolari -. La situazione non cambia, piuttosto che sconti è meglio che facciano investimenti reali»

Gabriele Pipia

 

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